da Lettera 43: Torino, nel quartiere del blitz anti-rom tra disoccupati e stranieri.
Polveriera Vallette
di Silvia Caprioglio

C'è ancora odore di bruciato alla Continassa, quartiere delle Vallette, periferia nord di Torino. Dopo il raid punitivo di sabato 10 dicembre – seguito alla denuncia di stupro, poi rivelatosi falso, di una 16enne – circa 10 rom sono tornati in quel che resta dell'ex cascina andata in fiamme, sistemandosi all'aperto. Non sanno dove andare a vivere e preferiscono dormire all'addiaccio.
A soli 500 metri da quel degrado, si stagliano il nuovissimo e multimilionario stadio della Juventus e i palazzi popolari simbolo della storia operaia di Torino.
STORIA OPERAIA. Il quartiere, come tanti nelle periferie delle grandi città del Settentrione, è cresciuto sotto la spinta dell'immigrazione meridionale degli anni del boom economico che, visti attraverso la lente della crisi di oggi, sembrano ormai lontanissimi. Anni in cui Torino era sinonimo di Fiat e di possibilità di riscatto. Economico e sociale. Ma anche quelli dei cartelli «non si affitta ai meridionali» e dell'emergenza abitativa.
MARCHIO INDELEBILE. Poi, con le prime assegnazioni il borgo si è trasformato in una sorta di ghetto-dormitorio noto alle cronache per la concentrazione di casi di disagio sociale e per il fatto di ospitare il carcere che proprio dal quartiere ha preso il nome.
Abitare in via dei Glicini, delle Magnolie e dei Mughetti, a dispetto della poesia evocata dalla toponomastica, per lungo tempo ha così rappresentato un marchio che solo recentemente, e con fatica, i cittadini si sono scrollati di dosso.
Circoscrizione 5: su 126.781, quasi 17.600 sono stranieri
Nel quartiere, all'indomani del rogo, nessuno ha voglia di parlare. Anche perché il pogrom contro i rom ha fatto riemergere in un colpo storie di violenza ed emarginazione che si sperava appartenessero ormai al passato.
«Non siamo razzisti», si limitano a dire a Lettera43.it i residenti. Anche se il quadro che emerge dalle statistiche ufficiali racconta di una polveriera a rischio di esplosione sotto la pressione del mix tra disoccupazione e immigrazione.
COMUNITÀ ROM. Nell'area nord della città, nella Municipalità 5 che comprende anche le Vallette, ben 17.589 dei 126.781 residenti sono stranieri, 8.587 dei quali di origine rumena. La più alta concentrazione di Torino. La circoscrizione vanta poi due record negativi: ha la più alta incidenza di disoccupati e la più bassa percentuale di diplomati e di professioni ad alta specializzazione.
Lo confermano i dati dell'Osservatorio sul Mercato del lavoro. Nell'area si registra il 17,85% delle uscite dal lavoro e degli ingressi in mobilità, il dato più alto del capoluogo piemontese. Solo il 5,5% degli abitanti svolge professioni ad alta specializzazione. Mentre appena il 17,6% è diplomato.
«ZINGARI COLPEVOLI». «Non so perché ho dato la colpa agli zingari», dice Sandra stringendosi nelle spalle. Suo fratello, durante il corteo degenerato in violenza, aveva cercato di fermare la rabbia della gente. «Quando ho rivelato che non c'era stato nessuno stupro», ricorda, «gli assalitori hanno risposto che non importava, i rom meritavano comunque di essere puniti per tutte le aggressioni e i furti che avevano compiuto in passato».
Una tensione accumulata nel tempo, dunque. In quartiere, conferma Paola Bragantini, presidente della Circoscrizione che comprende le Vallette e segretaria provinciale del Pd di Torino, da tempo si chiede di smantellare l'insediamento nella vecchia cascina che ospiterà la sede della Juventus.
E proprio tra gli ultrà bianconeri si stanno cercando i responsabili del raid. L’iniziativa del 10 dicembre, nata come fiaccolata di solidarietà e contro la violenza, era stata annunciata da un volantino messo nella buchette del quartiere: «Adesso basta. Ripuliamo la Continassa». Una tragedia annunciata, nella quale solo grazie all'intervento tempestivo delle forze dell'ordine non c'è scappato il morto.
Lunedì, 12 Dicembre 2011
