Racconti: di Ouango Kiswendsida Judicael

 
nota OMB a Ouango Kiswendsida Judicael:
    Non ti conosciamo ma ti appreziamo per quello che scrivi, per i tuoi racconti che ci invii sulla nostra pagina di fb e che ci aiutano in questi giorni di Feste a riflettere sull'altro e sull'io, sulle speranze di costruire un mondo migliore tutti assieme, nella speranza che un giorno i proletari di tutto il mondo siano realmente uniti sotto una stessa badiera, sotto un unico cielo…. Grazie
 
 
 
 
Racconto
 
   Il loro sistema cominciò a crollare in tutto il suo insieme.Scoprirono che le loro partite erano truccate,le loro elezioni manipolate,i loro politici corrotti.Caddero le loro istituzioni,le loro multinazionali,e finalmente le loro banche cosi distruggendo l'equilibrio precario che avevano creato.Gli uomini si resero conto di non contare dinnanzi al danaro, loro che lo avevano inventato,ma nel contempo,si accorsero di non sapere più estrarre dalla terra il loro nutrimento,ed ebbero paura,tanta paura.Alcuni di loro,molto banali,se la presero con gli immigrati,o i loro politici,ma nessuno crebbe veramente in un cambiamento.L'Uomo,adagiato nel dolore,non riesce a concepire la felicità se non che nei suoi sogni.Questa percezione lo rende schiavo delle abitudini e dei valori che rappresentano per lui un punto fermo per non impazzire.Scioperi e rivoluzioni non garantiscono la dignità umana in questo sistema.Le città sono affollate,le campagne vuote,i sorrisi spariti.La loro soluzione,fu di salvare le banche,e di calpestare le dignità.Il soldo,divenne Dio,e loro,smisero di credere in Dio.Il vaticano,diventò una banca,loro,operai.Eppure,non si girarono verso la natura,non riuscirono a capire che la zappa serviva a rovesciare la terra per seminare,non capirono che dalla vacca si fa il formaggio e si estrai il latte,e dal fiume l'acqua.Paura di perdere ciò che han acquisito,ma non di schiacciare i popoli su di cui hanno costruito il loro benessere.La loro rivoluzione é tesa a loro stessi,a salvaguardare la corrente elettrica,a preservare l'uso del cellulare.Il loro terrore é quello di ritornare ad essere autori della loro vita,fautori del loro destino.Ed allora,si agglomerano in città alla ricerca della schiavitù che poi difendono con dei sindacati creati per i schiavi.Paura di recedere,di decedere,di perdere.Quando la libertà non interessa lo schiavo,il padrone comincia a chiamarlo impiegato.Alti suonanti sono gli appelli alla moderazione,la privazione non é la fine declamano in televisione,i soldi,salveranno il tutto.Il tutto può mai essere basato sui soldi mi chiedo.Può mai essere che il lavoro che nobilita faccia paura all'Uomo a tal punto di subire e non reagire?Gli interessi economici sono sulle bocche di tutti,il tutto si muove per questa ragione.Gli interessi dell'Uomo sono nei cuori di tutti.Il mondo é in bilico,e l'Africa li da una lezione di vita.Quella Africa sfruttata senza pietà ne compassione,sempre piu povera allorché la più ricca,dal fondo delle sue savane,li dove gli uomini sanno ancora usare la zappa e le donne andare al pozzo,li dove i bambini corrono nudi e felici malgrado il loro pancione riempito di aria giacché il benessere dei bianchi ha distrutto l'equilibrio climatico ed i loro genitori aspettano seduti nei campi che il tempo torni ad essere benevole.Quell'Africa grida vita ed insegna vita.Subisce,e reagisce,con la semplicità,con la natura,sposa il concetto di adattamento.Anche il suo mondo é trasformato,gli é stato imposto il Dio danaro,ma non ne ha,ha solo la vita.Ed allora vive.
Ouango K Judicael

 

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