Continua la Campagna per la Raccolta delle Firme promossa dai Familiari dei Tunisini Scamparsi
"da una sponda all'altra, vite che contano"
nota OMB: Riceviamo e pubblichiamo l'Appello a firmare e le date delle iniziative che si faranno in Italia a promozione della Campagna DA UNA SPONDA ALL'ALTRA, VITE CHE CONTANO.
Carissime ecarissimi,
lapetizione per i migranti tunisini dispersi, partita in manieraspontanea dai famigliari in Tunisia e dall’incontro di alcune donne italiane e tunisine di Parma e Milano, è stata sostenuta da moltissime persone che l’hanno firmata e pubblicizzata.
Grazie a nome nostro ed a nome delle famiglie che l'hanno promossa.
In questomomento, siamo arrivati a circa 1000 firme.(http://www.storiemigranti.org/spip.php?article995) E' un buon numero, e forti anche di questo le famiglie in Tunisiahanno già avviato le pratiche con il Procuratore. Tuttavia, perandare avanti occorre attendere che si formi il Governo in Tunisia.Occorre anche che qua in Italia riusciamo a raccogliere ancora piùfirme per fare pressione sul Governo italiano. Se credete, quindi,inoltrate questa mail ai vostri contatti, chiedendo loro di aderirealla petizione.
Nel frattempo,una rete vasta di organizzazioni fra Italia e Tunisia sta cominciandoa mettere in campo iniziative per “fare più rumore possibile perfar tacere il silenzio del mare”.
Lostriscione in italiano e in arabo “dauna sponda all’altra, vite che contano“ “dovesono i nostri figli” èstato esposto nel corso della giornatad’azione globale contro il razzismoa Tunisi, Milano e Parma.
Il10 gennaiosi terrà a Milano una iniziativa pubblica presso il teatrodella Cooperativa ( ore 20.30, via Privata Hermada, 8- MM giallaMaciachini, poi tram 4 e fermata Niguarda centro) dove si proietteràil documentario “I nostri anni migliori”di Matteo Calore e Stefano Collizzoli – Zalab(http://www.zalab.tv/it/home-it), e seguirà un dibattitocon la presenza di alcune donne straniere presenti in Italia.
Il14 gennaio, anniversariodella Rivoluzione Tunisina, si terrà un presidio sia sotto ilConsolato tunisino che sotto la Prefettura sempre a Milano.(appuntamento ore 10 davanti al consolato viale Bianca Maria 8)
Tuttigli aggiornamenti li potete trovare sul nostro bloghttps://leventicinqueundici.noblogs.org/
Leventicinqueundici
Appello per i migranti tunisini dispersi
Prova a immaginare: tuo fratello otuo figlio parte e non dà più notizie di sé dopo la sua partenza.Non è arrivato? Non lo sai, potrebbe essere stato arrestato nellostato di arrivo che non prevede che si possa arrivare semplicementepartendo e che per questo arresta quelli che arrivano mettendoli neicentri di detenzione o in prigione. Aspetti qualche giorno, guardiimmagini alla televisione del luogo in cui potrebbe essere arrivato,per sperare di vederlo. Capisci anche che tuo figlio o tuo fratellonon è l’unico a non aver telefonato dopo essere partito. Insiemealle altre famiglie chiedi allora alle autorità del tuo paese diinformarsi, di capire se sono tutti in qualche carcere, speri che losiano anche se temi che non vengano trattati bene. Ma le autoritànon fanno nulla, non chiedono e non ti ascoltano, per mesi. Tu nelfrattempo fai presidi, manifestazioni, parli con i rappresentanti dialcune associazioni, con i giornalisti, porti la foto di tuo figlio odi tuo fratello ovunque, ti affidi a ogni persona che vienedall’altro paese, le dai le foto, la data di nascita, le improntedigitali. Vuoi sapere.
Ma non accade nulla e cominci aimmaginare: potrebbe essere in una cella di isolamento, potrebbeessere stato arrestato come passeur, potrebbe essersi rivoltato nelcentro di detenzione, potrebbe…. Potrebbe essere in Italia, maforse a Malta, forse in Libia.
Immagini, tu? Per alcune e alcuni dinoi non si tratta di immaginare perché è quello che ci è successo.Sono partiti dalla Tunisia con le barche e in molti non hanno piùdato notizia di sé. Sono morti? Sono in carcere? Sono…?
Per saperlo chiediamo ora alleautorità italiane e tunisine di collaborare. Sarebbe molto semplice,perché in Tunisia le carte di identità sono con le improntedigitali e in Italia esistono i rilievi dattiloscopici dei migrantiidentificati o detenuti. Chiediamo, allora, che i parenti deidispersi possano fare una domanda al Ministero degli esteri tunisinoaffinché fornisca le impronte digitali al Ministero degli interniitaliano e a questo chiediamo di rispondere.
Immagini, tu? Se riesci a immaginareti chiediamo di sostenere con una firma questo appello.
Per firmare: venticinquenovembre@gmail.com
