Da Paese Sera.it: Gli immigrati in piazza Esquilino
"Siamo qui perché abbiamo visto che dopo due anni dalla rivolta a Rosarno non è cambiato niente. Quest'ultimo mese hanno aperto una casa d'accoglienza ma ospita 120 persone e nel territorio ce ne sono circa 2mila. Siamo qui anche contro lo sfruttamento dei braccianti"
"Mai più clandestini. No lavoro nero, no sfruttamento". Nessuno ci fermerà. Sì alla democrazia reale, avanziamo tutti insieme", "Sos Rosarno". Questi alcuni dei cartelli esposti dai lavoratori immigrati in sit-in in piazza Esquilino. Circa un centinaio, armati di tamburi e fischietti, stanno iniziando a manifestare.
DUE ANNI DA ROSARNO – "Siamo qui perché abbiamo visto che dopo due anni dalla rivolta a Rosarno non è cambiato niente. Quest'ultimo mese hanno aperto una casa d'accoglienza ma ospita 120 persone e nel territorio ce ne sono circa 2mila. Siamo qui anche contro lo sfruttamento dei braccianti". Lo ha detto Ahmed Sifeddine, membro di AfricaLabria, che sta partecipando al sit-in in piazza dell'Esquilino. I manifestanti stanno attendendo il pranzo e poi faranno un'assemblea.
UN TAVOLO PER I PROBLEMI DEGLI IMMIGRATI – Racconta Giuseppe Pugliese, un altro attivista di Africalabria: "Siamo stati stamattina al ministero dell'Agricoltura. Abbiamo presentato alcune richieste e c'è stata un'apertura. Oggi siamo qui perché la lotta va condotta anche e principalmente sulla questione dei documenti. I ministeri Lavoro, Agricoltura e Interni devono sedersi a un tavolo e ragionare inisieme alle associazioni di categoria e ai lavoratori".
TRE PROBLEMI – "Hanno ragione a chiedere l'intervento del governo – commenta dalla manifestazione Paolo Ferrero, segretario nazionale di Rifondazione – La situazione è particolarmente schifosa perché tutti sanno ma nessuno fa niente. Secondo me ci sono tre obiettivi da porre: l'imponibile di mano d'opera e questo ministero agricoltura può farlo, chi denuncia il lavoro nero deve avere il permesso di soggiorno e l'abrogazione della Bossi-Fini".
