da ASCA: Cdm, no nulla osta a imprenditori se assumono clandestini
Immigrati: Cdm, no nulla osta a imprenditori se assumono clandestini
16 Aprile 2012 – 21:46
(ASCA) – Roma, 16 apr – ''Nuovo regime sanzionatorio'' per ''il datore di lavoro che sia stato condannato, anche con sentenza non definitiva, per i reati di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, di reclutamento di persone da destinare alla prostituzione o alla sfruttamento della prostituzione, o di minori da impiegare in attivita' illecita, di intermediazione illecita, di sfruttamento del lavoro o di assunzione di lavoratori privi di permesso di soggiorno ovvero con permesso scaduto, non potra' poi ottenere il nulla osta a successive attivita' imprenditoriali''. E' quanto prevede lo schema di decreto, approvato in via preliminare dal Consiglio dei ministri, che sara' inviato al parere delle Commissioni parlamentari.
''Il provvedimento approvato dal Consiglio dei Ministri riguarda le sanzioni a carico dei datori di lavoro che impiegano cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno e' irregolare. Si tratta di un decreto che recepisce una direttiva comunitaria del 2009 e va ad integrare le previsioni del 'Testo unico dell'immigrazione del 1998'', spiega Palazzo Chigi nella nota ufficiale diffusa al termine della riunione. E ''al fine di favorire l'emersione degli illeciti si prevede, per le sole ipotesi di particolare sfruttamento lavorativo, che lo straniero che presenta denuncia o coopera nel procedimento penale possa ottenere, a talune condizioni, il rilascio di un permesso di soggiorno di durata temporanea (correlata alla durata del procedimento penale)''.
''Viene, inoltre, previsto un efficace sistema di sanzioni pecuniarie che vanno a colpire anche le persone giuridiche le quali si siano avvantaggiate ricorrendo all'impiego di cittadini stranieri il cui soggiorno e' irregolare.
Si prevede infine una programmazione annuale dell'attivita' di vigilanza sui luoghi di lavoro e la comunicazione annuale da parte del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, alla Commissione europea, del numero totale di ispezioni effettuate l'anno precedente e dei risultati delle stesse'', conclude il comunicato.
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