Report da Saluzzo: Qualche aggiornamento

Report da Saluzzo: Qualche aggiornamento

 Il dormitorio Caritas aprirà ufficialmente martedi 5 giugno per 40 persone che entreranno 10 alla volta in giorni diversi per evitare la ressa quel giorno; Luigi ha già cominciato a contattare telefonicamente i primi segnati nella lista, alcuni dei quali sono tra coloro che oggi stanno in stazione. Dalla lista sono stati tolti quelli che si sono sistemati alla casa del cimitero e nelle case sul territorio e comprende attualmente oltre 60 nomi. Quindi qualcuno resterà fuori ma devono ancora aprire (speriamo al più presto) le case di Revello e Verzuolo.

Alla stazione ieri erano “ufficialmente” in 22, i controlli dei carabinieri e i sopraluoghi degli addetti alla ferrovia hanno certamente uno scopo intimidatorio ma, al momento, non pare imminente uno sgombero.

Visto che gli arrivi stanno aumentando, sarebbe opportuno accelerare l’attivazione del punto info con il camper che potrebbe cominciare ad essere presente una o due volte alla settimana alla stazione, già prima della festa del 10 giugno. Magari ne parliamo bene alla riunione di martedi, ma ciascuno di noi può cominciare a pensare a quale disponibilità di tempo può dare. B. si incontrerà con la dott.ssa  … a Torino, se M.  riesce a recuperare materiale sindacale cominciamo così. Sentiamo anche se l’ASGI ci fa da sponda per le questioni legali.

Il camper sarebbe anche un punto unico di raccolta delle richieste concrete che vengono da chi è alla stazione, si evitano così sprechi e magari si favorisce l’auto-organizzazione dei migranti.

 Mi sembra che la stazione continui ad essere un luogo di ritrovo per tutti quindi propongo di organizzare un’altra serata come quella del primo maggio da inserire nel percorso di avvicinamento al 10 giugno. Anche se non riusciamo a fare un’assemblea generale sarebbe un segnale importante esserci, innanzitutto per dire che non li lasciamo soli e poi per contribuire a creare uno “spirito” che ci unisce tutti, senza distinzioni tra “noi” e “loro”, tra chi è già sistemato e chi no.

 La scelta di chi è entrato alla casa del cimitero ha lasciato qualche strascico, qualcuno è stato infilato nell’elenco magari senza averne più diritto di altri. Credo comunque che in queste dinamiche sia difficile intervenire, possiamo dare dei segnali come durante la riunione di martedi scorso, ma niente di più. E poi non siamo noi a dover stabilire regole e limiti, possiamo ascoltare, vigilare su quello che fanno le istituzioni, intervenire a sostegno di quanto i migranti vorranno chiedere e fare, sapendoci complici e solidali.

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