Arresti tra gli imprenditori agricoli in Puglia. Implicati nella tratta degli schiavi a Nardò.
Arresti tra gli imprenditori agricoli in Puglia. Implicati nella tratta degli schiavi a Nardò.
Arrivano in Italia con la promessa di lavoro e si ritrovano nel girone infernale della tratta di mano d’opera.
Gervasio Ungolo
23 maggio 2012
Foto agosto 2 Sciopero Braccianti Nardò (CdiDAssMM - OMB ), momenti della manifestazione in cui erano presenti varie associazioni della Puglia e della Basilicata durante lo Sciopero dei Braccianti di Nardò
Oggi, 23 maggio i Ros dei Carabinieri di Lecce hanno effettuato 22 arresti tra imprenditori agricoli della provincia leccese e altri della Sicilia oltre che a immigrati compiacenti che gestivano il traffico delle braccia.
Le indagini coordinate dalla Dda di Lecce, con l’ordinanza di custodia cautelare firmata dal gip Carlo Cazzella e dal sostituto procuratore Elsa Valeria Migliore hanno contestato agli arrestati le accuse di associazione per delinquere, riduzione in schiavitù, tratta di persone, falso e favoreggiamento.
“Un grazie alle forze dell’ordine” arriva da Yvan Sagnet uno dei promotori nella scorsa estate dello sciopero dei braccianti contro i caporali e lo sfruttamento del lavoro da parte di imprenditori agricoli spregiudicati proprio nelle campagne di Nardò, continua: “è un grande evento quello che è avvenuto a riprova che lo sfruttamento nasce all’interno delle aziende agricole spesso con la complicità di immigrati compiacenti”.
Gli arresti avvengono nello stesso giorno in cui nella sede della Flai-CGIL Nazionale in via Leopoldo Serra si tiene la presentazione del progetto “Gli Invisibili delle Campagne di Raccolta” coordinato proprio da Ivan e che toccherà un po’ tutte le campagne della Puglia.
