AMMINISTRARE L’IMMIGRAZIONE
Indagine sull’applicazione della normativa in materia di ingresso e soggiorno degli stranieri in alcuni contesti territoriali italiani
A cura della Fondazione Isituto Carlo Cattaneo di Bologna
per conto di Legacoop Bologna con il contributo di Camera di Commercio di Bologna
L’indagine, coordinata da Asher Colombo e da Valeria Piro, analizza con particolare riferimento alla provincia di Bologna, gli effetti che la normativa italiana in materia di rilascio e rinnovo dei permessi di soggiorno produce su amministrazioni, imprese e lavoratori.
La ricerca, realizzata nella seconda metà del 2011 e i primi mesi del 2012, si è basta sull’analisi del quadro normativo riguardante le procedure per il rinnovo del permesso di soggiorno e su una serie di interviste a responsabili e operatori di patronati e servizi comunali, funzionari della Questura della provincia di Bologna, funzionari amministrativi di imprese che assumono stranieri (fra cui Manutencoop) e utenti stranieri. Lo studiosi inserisce all’interno di un programma di ricerche più complessivo, avviato dal Forum Internazionale ed Europeo di Ricerche sull’Immigrazione, che ha coinvolto oltre al caso di Bologna, anche i casi di Torino e di Cuneo.
Abstract
A livello italiano, il contesto legislativo con l’entrata in vigore della Legge Bossi – Fini ha sì legato l’idea dell’integrazione con l’idea del lavoro, ma ha anche introdotto evidente storture sul piano dei diritti individuali e difficoltà applicative per le P.A. e le imprese, si pensi al tema dei flussi e delle quote, alle sanatorie, ai complessi procedimenti per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno, fino gli accordi di integrazione o permessi a punti.
Con la stabilizzazione dei flussi migratorim si assiste ad un incremento della quota di soggiornati stranieri di lungo periodo (35% nella sola Provincia di Bologna), per cui la quota di immigrati che ha bisogno del rinnovo del permesso di soggiorno diminuisce. Dal 2007 ad oggi si è assistito ad una progressiva centralizzazione sul Ministero delle procedure di rilascio; con l’ingresso dell’azione dell’Ente Poste per il rilascio dei kit e con una serie di semplificazione amministrative, il tempo di attesta medio per il rinnovo o rilascio del permesso di soggiorno è notevolmente diminuito.
Controversa rimane invece la problematica della durata di validità dei permessi di soggiorno per motivi di lavoro, che spesso o lascia spazio a comportamenti discrezionali da parte delle amministrazioni preposte o ingenera forti carichi di lavoro amministrativi, posti i vincoli temporali molto restrittivi ancora vigenti.
L’innovazione tecnologica ha poi giocato un ruolo determinate nel semplificare le procedure a vantaggio di utenti, impresi e servizi pubblici, come dimostra il caso di Bologna, dove un accordo fra CINECA e Questura di Bologna ha permesso l’applicazione di un software che ha consentito di agevolare notevolmente le consegne dei permessi.
Infine, ancora molto problematico, è il rapporto fra migranti e amministrazioni nelle procedure di regolarizzazione, fonte di disagio, ansie, frustrazioni: una situazione di precarizzazione giuridica dello status di migrante (il migrante in attesa di rinnovo non può spostarsi o essere assunto) che ha come conseguenza sostanziale un deficit di integrazione.
Rimango aperte sullo sfondo alcune questioni legate all’evoluzione normativa, quali l’ingresso della tassa di soggiorno e i relativi costi economici per l’utenza, l’entrata in vigore dell’accordo di integrazione o permesso a punti con conseguenti aggravi amministrativi per le Questure, l’allungamento dei termini di validità dei permessi con vantaggi in termini di sicurezza, stabilità degli utenti e riduzione delle spese in campo alla Pubblica amministrazione.
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