Chiasso: LA DIGNITA’ IN MARCIA PER ABBATTERE LE FRONTIERE

Chiasso: LA DIGNITA' IN MARCIA PER ABBATTERE LE FRONTIERE

By Anonimo 24/06/2012 – 17:45

 

 

autore: MOLINO SANS PAPIERSimage1:

UNA MARCIA, UN ATTO ALL’APPARENZA BANALE, MA DI FATTO, NEL CONTESTO ATTUALE, UN ATTO

DI RIVOLTA. PASSARE LE FRONTIERE SENZA DOCUMENTI È QUANTO SI PROPONGONO 150 SANS

PAPIERS, CON L’OBIETTIVO DI RENDERE VISIBILE UNA SITUAZIONE IN CUI SI TROVANO MIGLIAIA DI

PERSONE IN TUTTA EUROPA.

La marcia della dignità è partita il 2 giugno da Bruxelles direzione Strasburgo, dove il 2 luglio intende

arrivare per farsi sentire dalle istanze dell’europarlamento. Attraversa sei stati (Belgio,

Lussemburgo, Germania, Svizzera, Italia e Francia), cinque dei quali in pieno territorio Schengen.

PER LA MAGGIORANZA DI QUESTE PERSONE EMIGRARE È UNA CONDIZIONE DI SOPRAVVIVENZA .

CHI RIESCE AD ARRIVARE VIVO SUL CONTINENTE EUROPEO, DOPO VIAGGI APOCALITTICI, È ACCOLTO

DA UN’OSTILITÀ GENERALIZZATA, CREATA DA PAURE XENOFOBE E ALIMENTATE DA POLITICANTI E

MEDIA.

 

CHI RIESCE A SOPRAVVIVERE ALLA TRAVERSATA È COSTRETTO A FARE UNA VITA NELL’OMBRA,

LAVORANDO IN NERO E VIVENDO AI MARGINI DELLA SOCIETÀ. SPESSO AMMANETTATO, PICCHIATO E

NARCOTIZZATO, RINCHIUSO IN UN “CENTRO DI REGISTRAZIONE”

IMPRIGIONATO PERCHÈ EMIGRATO…

La Svizzera è all’interno della normativa Schengen ma Chiasso è considerato il valico più “temuto”.

Per i migranti in Ticino, il problema più “temuto” è legato all’inasprimento di leggi, decreti,

dispositivi repressivi, nonché agli abusi e ai soprusi da parte di sbirri, securitas (ditte di sicurezza

private che gestiscono il “Centro di registrazione” di Chiasso) nei confronti di chi non ha i requisiti

biologici e/o burocratici per stare qui da noi.

In questi giorni il Consiglio Nazionale ha inasprito ulteriormente la legge sulla domanda d’asilo: non

più l’aiuto sociale ma solo quello urgente, nuovi centri speciali e asilo concesso solo al coniuge e ai

figli minorenni. Diritto negato a chi, per coscienza o inabilità, non ha adempiuto al “dovere” di

recluta nel suo paese e impossibilità a deporre una domanda d’asilo in un’ambasciata svizzera. Per

non citare lo zelo tutto nostrano del ministro Gobbi, sempre pronto alle crociate anti-diversità e a

nuove proposte securitarie, tipo un centro di detenzione per migranti.

Precarietà, insicurezza economica, sociale e sanitaria, privatizzazioni, grandi opere inutili, aumento

esponenziale dei dispositivi di sicurezza, venti xenofobi e razzisti e annessa deriva autoritaria: sono

alcuni dei temi che questi migranti hanno a cuore e che vogliono condividere con tutti coloro che

incontreranno sul cammino di questa lotta! Ci ribadiscono quanto “l’oasi na-Turista” cantonticinese,

mantenuta dal caporalato sui cantieri, dallo sfruttamento nero del frontalierato, dalla prostituzione e

dalla tratta di esseri umani, non sia immune a questa desolante tendenza.

Ci mostrano la capacità e l’entusiasmo di tessere discorsi, di unire le lotte, di abbattere i confini…

LUNEDI 25 GIUGNO saremo a CHIASSO, insieme ad altre realtà al di qua e al di là della “ramina”, per

solidarizzare con questa Marcia, per attraversare l’ennesimo confine: quello che da Chiasso porta

nell’Italia dei C.I.E e dei respingimenti in mare. Perché di gabbie e di frontiere siamo stuf*! Perché di

vedere persone umiliate, picchiate, insultate, deportate, non ne possiamo più! Perché il razzismo non

è un’opinione ma una patologia sociale. Perché nonostante i manganelli, il gabbio e le prove di forza

nei confronti di chi non si rassegna ancora scendiamo in strada a fianco di chi lotta. Perché come

c’era scritto su uno striscione qualche anno fa durante un primo maggio a Chiasso: “Siamo stati,

siamo e saremo tutti migranti”.

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