da ImmigrazioneOggi.it: Diritti umani: l’Italia ancora osservata speciale dal Consiglio d’Europa. Luci e ombre sulle politiche dell’immigrazione nella visita del commissario Muiznieks.
10 luglio 2012
Diritti umani: l’Italia ancora osservata speciale dal Consiglio d’Europa. Luci e ombre sulle politiche dell’immigrazione nella visita del commissario Muiznieks.
Nei Cie e per i richiedenti asilo “condizioni intollerabili”. Progressi negli interventi a favore dei rom.
Un nuovo Governo “tecnico” con dei ministri apertamente aperti al tema dell’immigrazione in Italia e un nuovo commissario ai Diritti umani del Consiglio d’Europa, Nils Muiznieks succeduto a Thomas Hammarberg, ma le relazioni tra i due che continuano a essere estremamente tese.
Una nota del commissario Muiznieks, dopo una visita in Italia dal 3 al 6 luglio, esprime serie preoccupazioni per le condizioni degli immigrati nei Centri di identificazione ed espulsione e per quanti, ottenuto lo status di rifugiato, non ricevono il supporto essenziale.
Il commissario, al termine del viaggio, ha affrontato con la stampa tre questioni sulle quali ha avuto modo di confrontarsi con le autorità italiane: l’immigrazione, l’etnia rom e la giustizia.
È “inaccettabile” – ha scritto Muiznieks – che in un Paese come l’Italia dei rifugiati vivano in condizioni “intollerabili”. “Ho visto con i miei occhi – scrive il commissario – le condizioni intollerabili in cui vivono 800 rifugiati che lottano per sopravvivere in un palazzo abbandonato di Roma”, parlando del cosiddetto “palazzo della vergogna” o “Salam palace” a Tor Vergata. Secondo Muiznieks , persone a cui è stato riconosciuto ufficialmente lo status di rifugiato “non ricevono il necessario supporto per un’adeguata integrazione nella società italiana”.
Il commissario ha poi espresso “forte preoccupazione’’ per le condizioni di vita degli immigrati nel Centro di identificazione e espulsione di Ponte Galeria a Roma.
Sul fronte degli interventi a favore dei rom, il commissario ha ritenuto positiva la recente adozione della prima strategia di integrazione dei rom, e il coinvolgimento di questa comunità nella sua elaborazione. Muiznieks ha dichiarato che “questa strategia, che si allontana dal pericoloso approccio dell’emergenza nomadi, deve essere applicata in modo consistente”. Il commissario trova quindi contraddittorio il ricorso del nuovo Governo contro la decisione del Consiglio di Stato che ha definito l’emergenza nomadi illegale, come anche il fatto che si continui la costruzione di un “campo segregato vicino a Roma”.
Sul tema della giustizia, riconoscendo gli sforzi fatti sinora per affrontare i problemi, il commissario avverte tuttavia che “questi saranno risolti solo con il contributo di tutti, incluso il Ministero della Giustizia, il Csm, i giudici e gli avvocati”. Muiznieks considera molto promettenti le misure messe in atto in certi Tribunali, come quello di Torino, per la gestione attiva dei casi da parte dei giudici, senza necessità di risorse addizionali.
Nel suo commento alla visita, a cui seguirà nei prossimi mesi un rapporto dettagliato, il commissario afferma di aver avuto dalle autorità italiane segnali che vanno verso un cambiamento delle politiche attuate sinora. Muiznieks si augura che alle parole seguano ora i fatti. “L’Italia ha bisogno di una chiara rottura con le pratiche del passato per garantire la protezione dei diritti umani” e di “politiche e azioni concrete e non ambigue”, ha rilevato ancora Muiznieks.
(Al. Col.)
