Ue, giro di vite sull’immigrazione “Droni per fermare i clandestini”

Ue, giro di vite
sull'immigrazione
"Droni per fermare
i clandestini"

Progetto Eurosur, è polemica

Clandestini: la Ue ha deciso che le motovedette non bastano per bloccare gli sbarchi di migranti. Una parte dei 410 milioni di euro destinati al rafforzamento delle frontiere potrebbe essere utilizzata per l'acquisto di droni

di Luca Bolognini

 
Un drone Predator utilizzato dall'esercito americano (Reuters)

Un drone Predator utilizzato dall'esercito americano (Reuters)

Bruxelles, 27 luglio 2012 – Droni sul Mediterraneo. La Ue ha deciso che le motovedette non bastano per controllare l'immigrazione clandestina. Una parte dei 410 milioni di euro destinati al rafforzamento delle frontiere potrebbe essere destinata all'acquisto dei veicoli senza pilota.

IL PIANO – "Il progetto – scrive Wired – si chiama Eurosur e deve ancora essere dibattuto dal Parlamento europeo dal Conisiglio. Ma gli eurocrati sperano di realizzarlo entro il 2013". Per Cecilia Malmström, commissario europeo alla sicurezza, le nuove tecnologie "ci aiuteranno a scoprire e combattere le attività dei network criminali e ci consentiranno di salvare le vite dei migranti che cercano di raggiungere le nostre coste". Nel 2012 almeno 170 clandestini sono morti nel tentativo di arrivare sulle spiagge europee.

LE ATTIVITà – Con l'impiego dei droni, le forze dell'ordine potranno identificare quelle navi che si stanno preparando a lasciare le coste africane cariche di clandestini. "Non c'è invece alcun piano di utilizzare questi velivoli – spiega il magazine americano – per controllare le comunità di immigrati nelle città europee".

LE CRITICHE – Il progetto Eurosur, pur essendo ancora in fase embrionale, ha già suscitato molte polemiche. Secondo i suoi oppositori è il simbolo dell'intolleranza europea: la possibilità di osservare ciò che succede nelle vicinanze delle coste africane rischia infatti di criminalizzare chi ancora deve lasciare i propri confini.

di Luca Bolognini

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.