Durante la stagione dei pomodori ogni anno a Rignano, in provincia di Foggia, il piccolo insediamento nato intorno ad una decina di case abbandonate e conosciuto come Gran Ghettò cresce fino ad ospitare 8-900 persone, per lo più originarie dell’ Africa francofona, giunte per lavorare nella raccolta del pomodoro nella piana della Capitanata. Per stare nella baraccopoli pagano un affitto, così come devono pagare per qualunque servizio, inclusi quelli offerti dai caporali che li portano sui campi a lavorare 10 – 12 ore per guadagnare mediamente 25€ al giorno. In estate sorgono quindi decine di tende e baracche di fortuna, fatte di materiali di recupero, ed il ghetto si anima con la nascita di negozietti, bar e ristoranti. Da qualche hanno a dare assistenza ai braccianti che vivono al ghetto c’è un campo di lavoro, “Io ci sto”, in cui volontari insegnano l’italiano, hanno allestito una ciclofficina e fanno altre attività di sostegno. Quest’anno hanno allestito in una tenda verde uno studiolo radiofonico ed è così che è nata Radio Ghettò. Un microfono aperto in cui i migranti riversano i loro pensieri, parlano dei loro problemi ed attraverso il quale mettono la loro musica. Per tanti di loro la radio non è stata solo un diversivo, ma anche uno strumento di condivisione di informazioni e di socializzazione. L’esperimento di Radio Ghetto è stato un successo, tanto che i volontari che l’hanno portata a Rignano ora stanno pensando di portarla anche a Rosarno, altra importante tappa di quel nomadismo stagionale che i braccianti agricoli fanno ogni anno per sopravvivere.
Ospiti della puntata:
- Bamba Dieme, bracciante e speaker di Radio Ghetto
- Padre Arcangelo Maira, promotore del campo di lavoro Io Ci Sto
- Giuseppe, Kollettivo Onda Rossa
Nella puntata ci siamo avvalsi di stralci dalle trasmissioni di Radio Ghetto
In redazione: Laura Lucarelli, Marco Stefanelli, Khaldoun .
