Emergenza Nord Africa: Lettera Ricevuta da l’Associazione BABELE (Puglia)
Sui percorsi di inserimento sociale: probabilmente i servizi previsti dalle convenzioni (orientamento legale e ai servizi sul territorio, alfabetizzazione italiana) sono stati svolti a macchia di leopardo. Per quanto riguarda la Puglia, questi sono stati assicurati da una rete di associazioni, scontando di fatto una grave difficoltà all’inserimento lavorativo dovuto a una cronica mancanza di lavoro aggravata dalla crisi economica in atto. I richiedenti sono andati ad ingrossare le file dei migranti impiegati in nero nelle campagne meridionali.
La situazione attuale è grottesca: si continua a chiedere agli enti di tutela di collaborare per costruire percorsi di uscita in assenza di strumenti economici, nel completo disinteresse degli enti locali e con il perseverare del rifiuto da parte del Governo di concedere un modesto contributo all’uscita. Solo questo, infatti, potrebbe mettere in condizione i profughi di riprendere un progetto migratorio. La maggior parte di questi ragazzi (per quanto a nostra conoscenza) ha già una destinazione da raggiungere e potrebbe cercare di integrarsi fuori dalle città in cui sono attualmente ospiti, o provare a cercare un appartamento in fitto per coloro che hanno avuto la fortuna di trovare una occupazione più o meno stabile. In ambedue i casi è necessaria una minima certezza economica per affrontare il viaggio, dividere le spese di abitazione con quanti li ospiteranno, o affrontare le prime spese per il fitto, l’allacciamento delle utenze.
Il territorio è assolutamente carente anche di interventi di bassa soglia per coloro che non sono riusciti a trovare alcun impiego: non esistono dormitori, mense pubbliche e il rischio è, quindi, che alla fine di febbraio si immettano sulle strade dei comuni decine di persone senza tetto.
La nostra associazione, di fronte a questo stato di cose, ha rifiutato di proseguire e rinnovare le convenzioni, ritenendo inutile e ingiustificata la spesa prevista.
Associazione Babele
