da Il Paese Nuovo: a Lecce processo a caporali, sedici imputati

Immigrazione: a Lecce processo a caporali, sedici imputati

LECCE – Sono 16 gli imputati, tra imprenditori e ‘caporali’, accusati dello sfruttamento dei braccianti immigrati nelle campagne di Nardò nel processo cominciato oggi nella Corte d’Assise di Lecce. Viene contestato per la prima volta il nuovo reato di ‘caporalato’.

La prima udienza del processo (presidente Roberto Tanisi) è stata dedicata esclusivamente alle richieste di costituzione di parte civile e alle altre eccezioni preliminari. Quello davanti ai giudici togati e popolari di Lecce è il primo processo per il nuovo reato di ‘caporalato’, introdotto nell’estate del 2011 a pochi giorni dalla protesta dei braccianti contro le condizioni disumane di vita e lavoro che ebbe come fulcro la masseria Boncuri a Nardò e come leader il camerunense Yvan Sagnet.

Ai 16 imputati arrestati nell’ambito dell’operazione dei carabinieri del Ros denominata Sabr, che avrebbero costituito un presunto sodalizio, si contestano anche la riduzione in schiavitù e la tratta, nonostante il diverso avviso del Tribunale del Riesame. Tra loro, nomi importanti dell’imprenditoria locale, su tutti il ‘re delle angurie’ Pantaleo Latino. Ammesse già in occasione dell’udienza preliminare le costituzioni di parte civile di quattro braccianti, tra cui lo stesso Sagnet, di Cgil e del sindacato di categoria Flai Cgil, nonchè dell’associazione ‘Finis Terrae’ che gestiva Boncuri.

Illustrate anche le richieste di costituzione in giudizio della Regione Puglia e di altri quattro lavoratori. Si sono opposte le difese, secondo cui non c’è un interesse diretto della Regione in questo processo.

Non si è costituto parte civile invece il Comune di Nardò, una decisione che nei giorni scorsi aveva sollevato un polverone di polemiche. Sulle nuove richieste e su tutte le eccezioni si deciderà nella prossima udienza, fissata il 7 marzo.

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