Speciale Sud. Fango e arance, autostrade e mafiosi
Speciale Sud. Fango e arance, autostrade e mafiosi
Speciale Sud. Italia – Africa, andata e ritorno
Fotostoria / Viaggio a Sibari, tra fango e arance
Tra Corigliano e Schiavonea, un pezzo d`Italia sconosciuto Uomini e donne rumeni sfruttati nei campi e in strada. I reperti di Sibari per giorni sotto il fango. Il comune sciolto per mafia. La violenza quotidiana e le truffe dei falsi braccianti. I rifiuti che stanno per invadere tutto. La Piana di Sibari non esiste per i media. Eppure è forse il pezzo d`Italia dove le contraddizioni sono più forti. E dove chi resiste non può essere lasciato solo.
Il paradosso di Rosarno. Per un mese tende vuote e africani nella baraccopoli
L’altra Rosarno. La vita normale degli africani «equi»
Ibrahim e gli altri. Il nodo del giusto salario Vive in appartamento, scrive poesie, usa il computer ed è residente a Treviso. Ibrahim Diabate è lontanissimo dallo stereotipo creato dai media sull’africano di Rosarno, cioè lo «schiavo invisibile» bisognoso di interventi caritatevoli. Qual è la differenza tra Diabate e gli oltre mille ospiti della baraccopoli di San Ferdinando, uno spaventoso insieme di capanne di fortuna, fango e liquami? La risposta è semplice: un salario normale.
Amnesty: lo sfruttamento in agricoltura è il prodotto delle leggi
Migranti e lavoro nelle campagne Rapporto di Amnesty International sullo sfruttamento dei lavoratori migranti nell`agricoltura. Nell`ultimo decennio, con la scusante della sicurezza, le autorità italiane hanno adottato rigide misure che hanno posto i lavoratori migranti in una situazione legale precaria, rendendoli facili prede degli sfruttatori. Il grave sfruttamento è diffuso e sistematico.
A Rosarno arriva chi ha perso il lavoro. In Veneto o in Libia
Oltre i luoghi comuni – L’ennesima “emergenza” Rosarno è in buona parte frutto di una doppia crisi e dell’incapacità italiana di gestirla. I braccianti che arrivano in Calabria hanno perso il lavoro in Veneto o in Libia e vogliono trascorrere l’inverno guadagnando qualcosa per sé e per i parenti in Africa. Eppure, nell’indifferenza generale, è di nuovo emergenza umanitaria.
Tunisia. I funerali di Belaid
Marta Bellingreri – Un milione di persone saluta il leader dell`opposizione Non li hanno fermati né la pioggia né la polizia. Al cimitero c`erano più vivi che morti per i funerali di Chokri Belaid, leader storico dell`opposizione. Davanti alle tombe c`erano macchine che bruciavano e arrivava l`odore dei lacrimogeni. Un milione e quattrocentomila persone tra funerale e corteo. In contemporanea lo sciopero generale, il primo del dopo Bel Alì.
Tunisia. Ora il popolo vuole una nuova rivoluzione
Marta Bellingreri – Omicidio Belaid. La reazione popolare Dopo l`omicidio a sangue freddo di Chokri Belaid, marxista e panarabista, manifestazioni e scontri violenti con la polizia. Sotto accusa gli islamici al potere, che si spaccano sulla decisione del premier di formare un governo tecnico. Il sindacato UGTT ha indetto lo sciopero generale. La sera prima che gli sparassero, al canale televisivo nazionale Nesma TV, aveva dichiarato che il Nahda stava dando il via agli omicidi politici.
Zenobia L’autostrada Salerno Reggio Calabria e i rapporti mafia-imprese
Il nuovo libro / Antonello Mangano – Dalla Salerno – Reggio Calabria ai cantieri del Nord, il laboratorio dei rapporti ‘ndrangheta – imprese – Prefazione di Giovanni Tizian – Edizioni Castelvecchi – Lavori eterni, incidenti mortali, operai deceduti e ben undici inchieste della magistratura sulla «signoria territoriale» della ‘ndrangheta, sostanzialmente riconosciuta dalle imprese. Come nella città invisibile di Calvino, a Zenobia il popolo rinuncia ai desideri. Ma il «sistema A3» non è solo un problema calabrese. «Il modello si estende verso Nord», dice Tizian nella prefazione. «Non ci sono più zone immuni».
Fotogrammi di Zenobia
Fotostoria / La Salerno – Reggio Calabria – I grandi cantieri. Le deviazioni. Gli scenari che fanno da sfondo alle indagini sulla `ndrangheta e agli incidenti sul lavoro. Il doppio senso di circolazione a carreggiata unica. I lavori infiniti. Ma anche paesaggi mozzafiato a strapiombo sul mare. Un percorso che potrebbe essere bellissimo ma che da anni è un incubo.
Due ricercatori: `La Folgore fabbrica fascisti`. E l`Università li ripudia
Il caso nato da uno studio sulla militarizzazione della polizia Un saggio sulla «costruzione di personalità fasciste» nella Folgore scatena la reazione dei parà. Raccolte di firme e proteste su “Il Giornale”. Un centro studi dell`Università di Messina disconosce la ricerca e rimuove dall`organico uno dei due autori. La pubblicazione sarebbe un`iniziativa autonoma all`insaputa del direttore. Gli autori: «Pratiche violente, di guerra, si stanno estendendo dall`esercito alle forze di polizia».

