Appuntamenti: Rimini 22 febb Manifestazione a Favore dei Migranti Emerfenza Nord Africa

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    Martedì   Dalle 11.00 alle 14.00
    • Il prossimo 28 febbraio è prevista la fine della cosiddetta “Emergenza Nordafrica” e migliaia di rifugiati in tutta Italia rischiano di essere abbandonati una seconda volta. A Rimini riprendono le mobilitazioni dopo le iniziative di dicembre 2012. Dopo l’assemblea di Venerdì 22 feb. a CasaPomposa sul tema “Diritti, dignità, futuro. Profughi: prima abbandonati e poi cacciati?! Quale percorsi dopo il 28 febbraio? ”  che ha visto la partecipazione di Neva Cocchi (Sportello migranti TPO Bologna) – Luca Bertolin…o (Ass. Razzismo Stop Padova) – Alessandro Genovali (Spazio autogestito Arvultura Senigallia) e i ragazzi dell’Emergenza Nord Africa di Rimini, martedì riprenderemo collettivamente parola tutti insieme per avanzare alcune proposte emerse durante le due ore e mezzo di un dibattito ricco e costituente. Per queste ragioni vi aspettiamo Martedì 26 febbraio presidio/manifestazione ore 11 Prefettura. Chiederemo un incontro con il Prefetto per consegnare l’appello lanciato dal Progetto Melting Pot che abbiamo sottoscritto. E’ importante la massima partecipazione e diffusione!!! E’ una questione di democrazia, dignità e giustizia. QUI l’appello di Melting Pot che abbiamo sottoscritto insieme ad altre realtà nazionali http://www.meltingpot.org/articolo18336.html. E’ possibile aderire utilizzando lo spazio sottostante all’articolo o scrivendo a: redazione@meltingpot.org i (inserire nome organizzazione/associazione o personale e la città) APPELLO: Costruiamo una coalizione per l’accoglienza degna. Mobilitiamoci in maniera permanente a partire dal prossimo 25 febbraio Il prossimo 28 febbraio è prevista la fine della cosiddetta “Emergenza Nordafrica” e migliaia di rifugiati in tutta Italia rischiano di essere abbandonati una seconda volta. Già nel corso di quest’ anno e mezzo trascorso dall’inizio del Piano di Accoglienza, infatti, sono stati lasciati soli dalla colpevole inerzia del Governo e di chi ha gestito l’accoglienza. Strutture in condizioni indegne, senza acqua calda e riscaldamento, persone stipate in posti sovraffollati, disservizi e malaffari, come ci hanno raccontato i reportage dell’ Espresso, di Repubblica e del New York Times, non sono però gli unici “scandali” di questa vicenda. Salvo in qualche rara esperienza territoriale infatti, nessuna delle strutture di accoglienza ha costruito le condizioni minime perché i rifugiati provenienti dalla Libia avessero l’opportunità di rendersi autonomi, indipendenti ed inserirsi nei nostri territori. Niente corsi di formazione, nessuna traccia dell’inserimento lavorativo, zero inserimento abitativo. Così, il circuito messo in piedi con l’Emergenza Nordafrica si appresta a dare prova del suo ennesimo fallimento consegnando alla strada migliaia di persone senza futuro. Eppure il denaro non è mancato e le cifre fanno impallidire ogni retorica sulla scarsità di risorse: 1 miliardo e 300 milioni di euro, 46 euro a persona per ogni giorno di ospitalità, oltre 1.200 euro al mese per ogni profugo, una vera fortuna in denaro si è persa tra le pieghe di convenzioni e burocrazie, finita in tasca di albergatori e cooperative a copertura dei loro affari. Come se non bastasse, il colpevole ritardo con cui il Governo ha disposto il rilascio dei permessi di soggiorno ha letteralmente ingabbiato i rifugiati: senza permesso, senza carta d’identità, senza titolo di viaggio (sostitutivo del passaporto), senza quindi poter scegliere di restare, di lavorare, oppure di ripartire verso altre mete. Per questo, dopo questo anno e mezzo di mobilitazioni, di appelli e di attività di sostegno ai cosiddetti profughi, crediamo sia il momento di mobilitarci tutti insieme. Di mettere in campo una grande coalizione per i rifugiati. Una mobilitazione comune che dal prossimo 25 febbraio si riappropri di piazze, strade, spazi vuoti, università o scuole. Perchè chi è fuggito dal conflitto in libia, perseguitato, minacciato, utilizzato come moneta di scambio dal dittatore Gheddafi, non sia costretto a mettersi in fuga una seconda volta, nell’ombra, dopo aver sperato che le democrazie europee sapessero dare prova di civiltà. Chiediamo:   la proroga dell’accoglienza oltre il 28 febbraio con risorse destinate all’inserimento abitativo dei rifugiati;   la messa a disposizione di borse lavoro, fondi per la formazione, l’inserimento lavorativo e di somme adeguate per chi voglia raggiungere altre mete, anche attingendo dall’enorme quantità di denaro accumulata dagli enti gestori che non hanno mai messo in campo queste attività;   l’immediato rilascio per TUTTI dei permessi di soggiorno, dei titoli di viaggio, delle carte d’identità.   l’adozione di queste misure in maniera omogenera su tutto il territorio nazionale

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