da Parma Dayli: Chiude il Tavolo Immigrazione

Chiude il Tavolo Immigrazione

                    I membri hanno inviato una lettera al sindaco: “Non avendo la bacchetta magica abbiamo cercato di fare quello che è stato possibile fare. Ridiamo le chiavi alla nostra città”. Sabato mattina in via Melloni verrà fatto il bilancio dell’esperienza.

14/03/2013 h.10.50

Nostro malgrado ci vediamo costretti a porre termine ad un’esperienza che aveva dato spazio a culture, incontri, confronti con le istituzioni sul tema dell’immigrazione nella città di Parma. Vi aspettiamo nella conferenza stampa, il giorno sabato 16 marzo 2013, alle ore 10, davanti alla sede del Tavolo Immigrazione via Melloni, per fare il bilancio di questa esperienza, e per fare il punto su quale è stato l’atteggiamento dell’amministrazione Pizzarotti su questi temi. Di seguito la lettera di chiusura dell’esperienza del Tavolo Immigrazione e cittadinanza inviata al Comune di Parma (clicca qui per scaricare la lettera inviata al vicesindaco Nicoletta Paci): In qualità di membri del Tavolo Immigrazione e Cittadinanza, abbiamo deciso di scrivere una lettera che sottoponiamo all’attenzione del Sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, dell’ Assessore ai servizi sociali la sig.ra Rossi, della Giunta comunale e della cittadinanza tutta. Dopo aver atteso invano un invito da parte dell’ Amministrazione Comunale per parlare dell’esperienza del Tavolo Immigrazione crediamo sia giunto il momento di scriverVi. Nella Giunta Ubaldi, l’Assessore Maria Teresa Guarnieri aveva già cercato, con tanta difficoltà, di creare una consulta degli immigrati attraverso l’organizzazione di elezioni tra le comunità di stranieri della città di Parma per scegliere i membri della consulta che avrebbe rappresentato le istanze dei migranti presso la Giunta stessa. Malgrado la sua buona volontà e l’impegno di tutti non è stato possibile arrivare a quelle elezioni. Sarebbe stata una cosa molto complessa, impegnativa, costosa e soprattutto le comunità non erano non erano abbastanza organizzate da portare avanti tale progetto. Con la Giunta Vignali e, in particolar modo, con l’Assessore Lasagna si era passati ad una soluzione più pratica ed immediata: il Tavolo Immigrazione. Il Tavolo Immigrazione era un tentativo di portare gli immigrati a partecipare alla vita politica, sociale e culturale della città. Doveva essere una cosa progressiva. Prima la creazione di un Tavolo Immigrazione e poi i membri dello stesso dovevano impegnarsi a incontrare e a discutere con le associazioni e comunità di stranieri per poi arrivare alla creazione di un forum delle associazioni e comunità di immigrati. I membri scelti sarebbero stati quasi come dei consulenti (non pagati) dell’Amministrazione Comunale, una sorta di interfaccia tra il mondo politico e il mondo degli immigrati. Dopo consultazione si è arrivati alla formula di scegliere persone che avevano maturato una certa esperienza, non solo con le associazioni ma anche con le Istituzioni e con la città. Dovevano essere persone capaci di conoscere e saper “leggere” la realtà della città di Parma. Il Tavolo Immigrazione è dunque nato il 22 aprile 2010 e risultava composto da un gruppo di persone, ovviamente residenti a Parma, che provenivano da diverse parti del mondo: Africa, America, Europa, Asia. Dopo la nascita del Tavolo abbiamo pensato di presentarci alla città, andando incontro alle diverse Autorità e Istituzioni di Parma. Abbiamo incontrato il Prefetto, la Provincia e in particolar modo l’Assessore Marcella Saccani, l’Ufficio Immigrazione della Questura, i sindacati. E pian piano abbiamo iniziato una serie di incontri con i rappresentanti delle comunità. Uno degli obbiettivi principali del gruppo era anche arrivare ad avere una sede dove incontrare le persone, parlare, discutere ed immaginare delle proposte da presentare alla politica. Come in ogni nuova impresa non sono mancate alcune difficoltà di percorso: difficoltà a capire come funziona la politica, difficoltà nell’entrare veramente nelle problematiche dell’immigrazione, difficoltà nell’organizzazione interna del gruppo. Poi, avendo tutti altri obblighi personali e lavorativi, l’impegno dentro il Tavolo era limitato. Nonostante tutto, abbiamo sempre cercato di dare il massimo per portare a buon termine questo progetto perché eravamo convinti della giustezza della nostra scelta ad entrare nel gruppo. Nessuno di noi era pagato per questo lavoro. Il Tavolo Immigrazione non era una cosa perfetta ma per una volta qui a Parma una Giunta Comunale aveva provato a dare una certa legittimità ad un gruppo organizzato d’immigrati dando loro il mandato di lavorare per trovare risposte e soluzioni alle problematiche che portava la presenza di persone straniere nella città. Noi in quel breve tempo abbiamo cercato di portare avanti questo compito organizzando eventi, incontrando persone, confrontandoci con quelli che avevano voglia di confrontarsi con noi. Cercando il modo migliore di fare rete, gruppo e lavorare per il benessere di tutti quelli che vivono nella città. Il nostro compito non era solo legato all’immigrazione ma dovevamo anche essere in grado di dare il nostro punto di vista sui progetti che portava avanti l’Amministrazione Comunale. Elenchiamo di seguente alcuni degli eventi e seminari che abbiamo organizzato: – Sabato 12 giugno 2010 ore 10 Camera di Commercio di Parma – convegno “Immigrati e Politica: punti di vista, visioni, proposte” – Sabato 1 ottobre 2011 Auditorium dell’Istituto Professionale Ipsia Primo Levi dalle 8.30 convegno “Genitori immigrati e figli di seconda generazione” – e co-organizzazione della settimana della cultura Indiana; co-organizzazione della settimana della cultura Argentina, co-organizzazione della settimana della cultura Albanese, co-organizzazione della settimana della cultura Russa. Insieme ai tecnici del Comune abbiamo lavorato alla realizzazione di un periodico di informazione di nuovi cittadini di Parma. Questo giornale aveva come nome “Parma Culture” e ogni mese parlava di una comunità migrante presente nella città. Vogliamo sottolineare che all’inizio non abbiamo condiviso la formula ma eravamo all’inizio del mandato e non ce la siamo sentiti di andare contro le decisioni della nostra amministrazione. Dopo aver avuto la sede in via Melloni 1/b, l’abbiamo tenuta aperta con una programmazione settimanale al mattino e al pomeriggio compatibilmente ai nostri impegni lavorativi e personali. La sede diventava quasi uno sportello dove gli immigrati si potevano rivolgere, gli italiani potevano venire a chiedere informazioni. Le comunità potevano incontrarsi. Che cosa è andato storto? E’ chiaro che il Tavolo Immigrazione era un “prodotto” della scorsa giunta comunale. Siamo entrati essendo consapevoli che potevamo essere strumentalizzati. Avevamo chiaro in testa i rischi che comportava aver fatto una scelta del genere. Ma era giusto per noi provare. Iniziare un percorso diverso. Malgrado, anche qui, la buona volontà dell’Assessore Lasagna, ci siamo trovati comunque a vivere delle difficoltà legate alla gestione dei rapporti tra noi e i tecnici comunali da una parte, dall’altra parte la diffidenza di una fetta del mondo delle associazioni aventi come tematica l’immigrazione verso una struttura nata sotto la proposta della Giunta Comunale. Una delle critiche era il fatto che i membri del Tavolo non erano stati scelti democraticamente. Una scelta chiaramente discutibile, ma conoscendo molto bene il mondo delle associazioni degli immigrati sapevamo che quasi tutte le associazioni di migranti avevano problemi interni di leadership, di organizzazione, di rappresentanza. Il nostro sogno era invece vedere se si poteva arrivare insieme a trovare soluzione a questi problemi prima di arrivare alla seconda fase: elezioni dei membri dei forum delle associazioni delle comunità straniere. Non ci siamo riusciti. Possiamo dire che il breve tempo ma forse anche la nostra inesperienza a lavorare con la politica non ci ha aiutato. Il Tavolo è durato poco più di due anni e con la caduta e le dimissioni della Giunta Vignali ci siamo trovati quasi fuori. Anche se l’esperienza del Tavolo Immigrazione era imperfetta e ha avuto un finale infelice, crediamo comunque che sia stato un bel tentativo di portare le persone straniere a partecipare alla vita politica, sociale e culturale della città. Noi crediamo che non si può parlare di immigrazione e di integrazione senza gli immigrati. Noi eravamo immigrati e abbiamo vissuto tutti, o quasi, l’esperienza dell’immigrazione. Le nostre esperienze personali potevano aiutare la politica ad avere un approccio diverso verso le problematiche dell’immigrazione. Abbiamo volontariamente dato le nostre competenze e conoscenze, il nostro tempo alla nostra città impegnandoci in questa impresa. Non avendo la bacchetta magica abbiamo cercato di fare quello che è stato possibile fare. Oggi abbiamo deciso di chiudere ufficialmente questa nostra esperienza e ridare le chiavi alla nostra città. All’Amministrazione Comunale.
I membri del Tavolo Immigrazione e cittadinanza del Comune di Parma Cleophas Adrien Dioma Leonor Grossi Asta Vinci Ambrose Laudani Genthian Alimadhi Farid Mansour

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