“Ama i Tuoi Sogni”
“Ama i Tuoi Sogni”
Gervasio Ungolo 8 luglio 2013
È il titolo del libro autobiografico di Yvan Sagne, camerunense protagonista dello sciopero avvenuto nelle campagne di Nardò (Lecce) nel 2012 grazie alla quale si ottenne una legge che istituisce in Italia il reato di caporalato e da una spinta all’inchiesta che pochi mesi dopo, attraverso l’operazione Sabr porta all’arresto di imprenditori agricoli svelando così la connivenza nel traffico delle braccia tra agricoltori e pezzi della malavita organizzata.
La presentazione del libro è stata curata e voluta dallo Sportello per Immigrati del Comune di Lavello di cui a partecipato la responsabile Michela Trigiani che ha introdotto la serata e dall’associazione FILEF con Antonio Santarsiero moderato degli interventi, mancava la presenza del neo Sindaco di Lavello Sabino Altobello influenzato mentre per l’amministrazione c’era l’assessore alle Politiche Sociali Scatamacchia, non mancava invece Pietro Simonetti oggi Coordinatore del Centro Lucani nel Mondo “Nino Calice”.
Importante è stata la presenza e la testimonianza dei braccianti di diverse nazionalità che hanno aperto la discussione con delle domande attinenti la loro condizione di migranti e di lavoratori agricoli rivolte ad Yvan.
Ricordiamo, e questo lo ha fatto Michela Trigiani, i risultati dello Sportello per Immigrati del comune di Lavello, nato nel 2006 di cui un ruolo forte l’ha avuto nell’aver fermato l’azione speculativa che spesso viene fatto a carico dei migranti anche solo nel fornire informazioni importanti per la loro permanenza in Italia da regolari, le serate interculturali tra migranti e locali, le tante gite organizzate e soprattutto la promozione di un corso di Lingua Italiana tenuto dalle volontarie/i. Oggi questa esperienza li porta a collaborare con l’Università di Siena per quanto riguarda l’esame del superamento del Test linguistico per i richiedenti del Permesso di soggiorno di lunga durata. Passi avanti per questo Sportello Informativo comunale rispetto ad altre strutture simili in altrettanti comuni che invece sono serviti a potenziare logiche clientelari. Poco si sa ad esempio dello Sportello per Migranti di Palazzo San Gervasio e altri sparsi sul territorio.
Un appello a collaborare per la difficile soluzione che si crea durante la raccolta del pomodoro viene dall’assessore Scatamacchia. Questo è rivolto soprattutto ai sindacati che dovrebbero essere i primi attori nel portare la regolarità nelle campagne e per la quale possono avere un ruolo decisivo.
Pietro Simonetti non si è fatto tirato indietro nel denunciare la scarsa attività che le istituzioni svolgono contro il fenomeno del caporalato, le mancanze degli enti Comunali all’accesso ai fondi regionali perché incapaci a presentare i relativi progetti e che lasciano in giacenza circa 240.000 Euro, la scarsa attività della Commissione Regionale sull’Immigrazione che è stata convocata solo due volte dal 2011 e solo in occasione all’insediamento dei due nuovi presidenti che si sono nel frattempo alternati. Centrali invece sono state le questioni riguardanti su ciò che si può fare nell’immediato e come in questo i trasporti hanno un ruolo indispensabile nella crisi provocata dalla presenza di tanti lavoratori, il potenziamento dell’Osservatorio sul Pomodoro e soprattutto l’implementare politiche che guardano alla formazione. Su questo e lo stesso Simonetti a dirci che a breve partirà, in una struttura di Piano del Conte (Filiano) un corso di Formazione, con finanziamenti extra regionali per circa 80 migranti.
Anche la mancata approvazione della Legge Regionale che in qualche modo interviene sul mercato del lavoro pronto da oltre un anno e mezzo e non ancora portata in discussione in Consiglio Regionale e un elemento che ci deve far ripensare come affrontare l’emergenza quest’anno.
L’associazione FILEF con Antonio Santarsiero ha posto l’accento sulla mancanza di differenze tra immigrato ed emigrante perché sono tutti migranti e i nostri immigrati non vanno considerati da meno degli emigranti. Oggi questi ultimi sono circa quattro milioni e settecentomila, il 7% della popolazione italiana per questo motivo si è tutti sulla stessa barca.
Tutti d’accordo lasciano la parola a Yvan Sagne che elenca subito le angherie che il Nuovo Bracciante si trova ad affrontare raccontandoci il suo primo giorno di lavoro: dovevo riempire le casse da oltre tre quintali di pomodoro, dopo sedici ore di lavoro ne avevo riempite solo quattro e alla fine della giornata tra quello che il caporale mi dava, 3,5 euro a cassone e quello che dovevo io a lui ho guadagnato zero euro. La differenza non la fa il caporale, continua Yvan, il quale è immediatamente sostituito da un altro quando viene a mancare, ma l’agricoltore il quale è lui che si rivolge al caporale per la mano d’opera invece di utilizzare i normali canali istituzionali dell’Ufficio di Collocamento. Così come non è con le azioni di carità, portando cibo o altro si può risolvere l’emergenza alla raccolta del pomodoro ma facendo capire ai lavoratori che solo con la lotta, con lo sciopero si può raggiungere l’obiettivo prefissato perché solo avendo qualcosa da scambiare, in questo caso il lavoro, si può chiedere alla controparte un miglioramento delle proprie condizioni. Infatti, non è possibile che si spenda in Italia un Milione e mezzo di euro per l’accoglienza invece che utilizzare questi per l’integrazione. La situazione del caporalato è molto simile in tutta Italia con delle eccezioni al nord, dove è maggiore la presenza di questa figura nell’edilizia. Non manca di incontrare la mattina alle rotonde centinaia di lavoratori che aspettano che qualche pulmino li carichi per portali a lavorare all’expo di Milano.
“La mia esperienza mi ha portato a capire l’importanza del partire dal basso”. Come un Nuovo Bracciante Migrante non chiede altro che semplicemente il rispetto e la salvaguardia dei diritti.
Salutiamo Yvan con il quale ci rincontreremo a Matera il 21 luglio al Festival della Libera Circolazione.

