da Campagne in Lotta: Notizie dalle Campagne del Foggiano

SECONDO REPORT

Durante la seconda settimana d’intervento, si sono andate ulteriormente delineando le attività dell’intervento e le direzioni principali verso cui indirizzare e concentrare l’intervento.

 

GRAN GHETTO

Radio

La radio quest’anno ha quindi un ruolo centrale, in quanto rappresenta il principale punto di osservazione e di azione della Rete all’interno del Gran Ghetto.

Prima di tutto il fatto di dormire lì tutte le notti (due persone ogni volta), permette di entrare in contatto con molta più gente e soprattutto molto più in profondità, visto che la condivisione è totale, dagli spazi, al mangiare, al lavarsi, ecc.

 

Inoltre, questa presenza quotidiana e continua, permette di tenere accesa la radio quasi sempre, e questo era d’altronde l’obiettivo con cui si era partiti.

In particolare per la radio si sono strutturati i seguenti programmi:

 

  1. due ragazzi maliani che fanno trasmissioni in      bambarà, in cui si parla di diversi argomenti, soprattutto delle      condizioni di lavoro qui in Capitanata, come altrove in Italia e viene      messa musica, soprattutto maliana.
  2. Bamba e Mady gestiscono per la maggior parte del      tempo la radio. Non solo mandando musica di tutto il mondo, ma anche      facendo diverse interviste/chiacchierate con gli abitanti del Ghetto,      rispetto a diverse questioni (vita al Ghetto, condizioni di lavoro, corso      di lingua italiana, ecc.).
  3. Vengono mandati ogni giorno anche dei radiogiornali      con notizie relative all’Africa dell’Ovest, in lingua francese e anche      nelle diverse lingue madri parlate in questa macro-regione.
  4. Radiocronaca delle partite di calcio che si      svolgono nello spiazzale davanti alla radio stessa.
  5. Programma dedicato soltanto alle donne, in cui si      passa musica (con una certa attenzione alle artiste donne di tutto il      mondo) e in cui si parla di questioni/problemi “al femminile”. La      trasmissione è in via sperimentale, ma siamo fiduciose assai!

 

Inoltre alla Radio è stata montata anche una biblioteca, con diversi libri e riviste in italiano, inglese e francese, che vengono presi in prestito dagli abitanti nel Ghetto. Fino ad oggi questa idea ha riscosso molto successo.

 

Sportello legale (lavoro e documenti)

Per la prossima settimana (questa settimana gli uffici sono chiusi perché è la settimana di ferragosto) con lo sportello legale degli avvocati di strada è stata organizzata una “spedizione” al comune di Foggia per fare la richiesta per le residenze, infatti ci sono diverse persone al Ghetto che non hanno la residenza (in particolare qualcuno aveva fatto la richiesta di residenza al comune di San Ferdinando, Calabria, ma si è visto bloccare la pratica).

 

Cineforum

Da sabato scorso è stato organizzato il cineforum. Il primo film proiettato è stato “La-Bas”, c’è stata una grande partecipazione, nonostante il forte vento. Ogni sabato verrà proiettato un film, partendo dalle richieste degli abitanti del ghetto.

 

Progetto del film (video partecipato)

Insieme ad uno dei “volontari” venuti a Foggia per l’intervento (videomaker e documentarista pugliese, con importanti esperienze di video partecipato in Italia ed in Africa) è stato avviato un progetto di video partecipato con alcuni degli abitanti del Ghetto e non solo. L’idea di fondo è quella di offrire la possibilità ai lavoratori di raccontare loro stessi le proprie storie ed esperienze di lavoro e di vita nella Capitanata. Per una volta i lavoratori non sono più “vittime” delle telecamere, ma sono loro stessi a decidere come raccontare le loro storie.

Il lavoro si articolerà in diversi incontri con le persone (circa 10) che si sono dimostrate interessate a partecipare alla costruzione di questo breve film (10/15 minuti), per il quale scriveranno i testi, i dialoghi e reciteranno.

 

GRAN GHETTO E CAPITANATA

 

Vademecum

E’ cominciata anche la distribuzione/diffusione del vademecum sul lavoro. Insieme a questo viene anche distribuito il “diario del lavoratore”, ovvero un libretto nel quale ogni singolo lavoratore scriverà tutte le informazioni utili per poter controllare le giornate di lavoro, la paga (ricevuta e da ricevere), indicare i colleghi di lavoro e tutti gli elementi utili per identificare dove si trova il campo dove lavorano (la strada che si percorre se si viene portati sul luogo di lavoro, cartelli stradali, ecc.). L’obiettivo è quello sia di informare e di fornire elementi utili alla propria difesa ed autorganizzazione.

Ad oggi è stato fatto un primo giro presso il campo rom ad Ortanova. A partire da oggi e per tutti i giorni verrà fatta una distribuzione a tappetto in tutti gli insediamenti abitativi, e non solo, dove si trovano lavoratori stranieri (africani ed europei), con l’aiuto indispensabile di alcuni braccianti che conoscono molto bene la Capitanata ed i luoghi dove vivono i lavoratori.

 

Ciclofficina

Quest’anno c’è una forte e costante presenza di diversi ciclofficinari da diverse parti d’Italia, quindi è possibile strutturare ancor meglio anche questa pratica, anche perché la bicicletta sempre più in questo territorio rappresenta uno dei primi strumenti di emancipazione dal caporalato. Infatti, a partire dall’anno scorso, da quando è stata avviata questa pratica all’interno del Ghetto, i lavoratori stessi confermano che questo mezzo viene utilizzato sempre di più.

Inoltre, accanto al vero e proprio lavoro di ciclofficina, la Rete delle ciclofficine ha ideato anche un vademecum, in più lingue, con informazioni utili sulla sicurezza stradale, che viene distribuito tra i lavoratori interessati.

La ciclofficina non è solo al Ghetto, dove è sostenuta dai volontari del progetto IO CI STO, ma si svolge anche altrove, infatti una volta a settimana viene fatta alla fabbrica occupata a Foggia. Inoltre, a partire da questa settimana, partirà anche la ciclofficina itinerante, presso altri agglomerati abitativi sparsi per la Capitanata. In questo modo sarà possibile unire a questa attività anche la distribuzione del vademecum.

 

Vertenza Caccavelli

Procede la vertenza che 50 lavoratori stanno portando avanti contro il gruppo Caccavelli (se ne è parlato sia in mailinglist che nell’ultima assemblea di Rete a maggio a Roma). Ad oggi il gruppo Caccavelli si è rifiutato di patteggiare e ripagare i lavoratori, quindi adesso si procederà al passo successivo. A tal proposito domenica scorsa si è tenuta un’assemblea con tutti i lavoratori coinvolti e che si trovano nella Capitanata, circa 40 e Claudio De Martino (avvocato di strada a Foggia e all’interno) ha spiegato ai lavoratori i passaggi successivi da intraprendere per portare avanti questa vertenza.

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.