Saluzzo: Appello e vademecum Volontari

 Appello e vademecum

volontari

Questo file vuole essere un vademecum per i volontari che arriveranno al Foro e una sorta di racconto di quello che è stato il nostro ruolo di brigate di solidarietà attiva e Campagne in Lotta.

Al Foro Boario di Saluzzo ci si è trovati per il primo anno di intervento a fianco ai braccianti della frutta (pesche, mele, kiwi) in un progetto congiunto con le realtà locali (il Comitato Antirazzista Saluzzese).

In seguito al presidio permanente volto a dare un contributo concreto, che va oltre al mero assistenzialismo, ci si è impegnati alle attività di gestione del campo insieme ai ragazzi e nel sondare e portare avanti ricerche e inchieste sulla situazione lavorativa nel saluzzese.

I volontari al Foro si danno il cambio ogni settimana da oltre due mesi dalla nascita del presidio.

Le attività settimanali al campo sono ricche e impegnate:

  • il lunedì dalle 14.30 esercizi di italiano
  • il martedì dalle 18.30 banchetto sindacale e sportello legale con i ragazzi del Comitato Antirazzista
  • il mercoledì dalle 19 scuola di italiano nei dintorni del circolo Arci Ratatoj e alle 21 assemblea del campo con tutti (o meno con tutti coloro che si interessano) i migranti del Foro.
  • Il giovedì dalle 18.30 sportello sanitario con i medici volontari.
  • Il venerdì arriva la croce rossa con l’ambulatorio mobile alle 16
  • Il sabato alle 14.30 esercizi di italiano e musica o proiezione di film dall’impianto al presidio fino alle 22.30 (ora massima perché molti lavorano la mattina di domenica)
  • La domenica partita di calcio al campo di Falicetto (a 6 km da Saluzzo, facilmente raggiungibile in bici, in direzione savigliano).

Oltre al calendario delle attività settimanali, la presenza continua (di giorno e di notte) crea una bella e significativa relazione di amicizia e fiducia con i ragazzi del foro, quindi si va oltre il solo ruolo di volontari bianchi che caratterizza l’idea stereotipica del “volontariato”.

Il condividere intere giornate, pasti, problemi e sorrisi con i ragazzi al foro, fa si che dalle chiacchiere con i ragazzi in tutti i momento della giornata si possa capire tutte le dinamiche e situazioni al campo.

Si va dalla ciclofficina nel mettere a disposizione i materiali per riparare le biciclette e a trovare i pezzi di ricambio, all’assistenza di primo soccorso alla tenda del presidio, che va dai cerotti e disinfettanti agli antinfiammatori e antidolorifici per traumi muscolari, nella cassetta del primo soccorso nella tenda del presidio. Poi si media con chi arriva al campo con cibo da lasciare evitando che si lasci alle prime tende e che crei una sorta di guerra per il cibo, ma con i “rappresentanti” dei diversi fuochi (una trentina), si possa ridistribuire tutto ciò a tutti.

Una situazione ancora un poco problematica è quella dei bidoni della spazzatura. Al campo si hanno solo 3 bidoni, niente è servito a chiederli al comune, alla società che gestisce la raccolta, o ancora a istituzioni varie. Tre bidoni ce li dobbiamo far bastare per le oltre 500 persone presenti. Ogni mattina verso le 8-8.30 vengono a svuotarli quindi vanno portati fuori dal campo e riportati dentro una volta vuoti. I ragazzi danno una mano ma si è constatato che se non è qualcuno che inizia a spostarli, nessuno ahimè li sposta di sua iniziativa (legge psicologica della distribuzione della responsabilità in proporzione alla quantità di persone in uno spazio definito). La questione che è strettamente collegata a un rischio igienico-sanitario è passata più volte in assemblea per motivare tutti a fare nel proprio piccolo qualcosa per tenere un minimo pulito il foro perché per l’acqua stagnante del lavaggio piatti sull’asfalto o sull’erba e per i troppi rifiuti che fuoriescono dai bidoni, rischia di far nascere e diffondersi di malattie. Partendo da ciò si fa un giro una o due volte alla settimana di sacchi della spazzatura ad ogni fuoco, cogliendo l’occasione per parlare con tutti i ragazzi, sulle questioni del campo (spazzatura, assemblea, situazione lavorativa e anche chiacchiere informali). Inoltre molti ragazzi chiedono di compilare il curriculum a mano che poi sarà da ricopiare a computer e stampare perché venga dato ai datori di lavoro per essere assunti nei campi (questo funge anche in funzione dell’inchiesta). Oltre a tutte le piccole questioni quotidiane, ciò che ci differenzia dalla carità cattolica è il lavoro di inchiesta sulle condizione salariali e lavorative dei ragazzi che lavorano al foro e nei campi container (114 in questi ultimi, un centinaio all’interno del foro, che sono rimasti fuori dal progetto accoglienza).

Tutto passa per l’assemblea orizzontale del campo del mercoledì, che coinvolge e rende partecipi i ragazzi nelle decisioni al campo, con proposte, discussioni e soluzioni concrete ai problemi reali del campo, sia in funzione della ricerca del lavoro che in funzione delle decisioni da prendere (esempio della seconda manifestazione per l’acqua in direzione del comune per l’incontro con il sindaco e della lettera di risposta all’intervista dello stesso sulla stampa).

Importanti e da non sottovalutare sono i rapporti con le istituzioni et simili (ingessati nello scaricare le responsabilità) ma nel provare a richiedere sempre una collaborazione costruttiva per migliorare le condizioni di vita dignitosa e di lavoro dei ragazzi.

Dal 30 di agosto al 2 di settembre ci sarà la “famosa” fiera della meccanizzazione agricola nel locale a fianco del campo del foro, tristemente ricordata per l’oscuiramento dell’accampamento con pannelli di ferro nel nascondere i ragazzi, l’anno scorso. Quest’anno non si sa come il comune e la coldiretti vorrà gestire la situazione. Ciò che si sa è che si vorrà portare la visibilità del foro che, al contrario di ciò che è stato detto dalle istituzioni in occasione dell’apertura dei campi della coldiretti, non ha risolto il problema delle condizioni dei braccianti. In funzione di questo tutti e tutte sono invitati nel venire a portare la propria solidarietà ATTIVA a fianco ai ragazzi nei giorni della fiera (sottolineando di contattare il numero del campo 3202427264 per organizzare una sistemazione per i volontari perché al foro non c’è più spazio materiale per dormire).

 

Uniti siam tutto, divisi siam canaglie!

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