da Trontiera TV: Regione Puglia: l’Osservatorio Migranti analizza e commenta CIE, CARA e SPRAR

~~Regione Puglia: l’Osservatorio Migranti analizza e commenta CIE, CARA e SPRAR

Il rapporto su tutte le strutture di detenzione e di accoglienza
 

MichelaPia Manduano

Il rapporto sulle condizioni di detenzione e del rispetto dei diritti umani nel CIE (Centro Identificazione ed Espulsione) e le prassi di accoglienza dei richiedenti asilo nei CARA (Centri di accoglienza per richiedenti Asilo) di Bari, Foggia e Brindisi e nelle strutture del Sistema SPRAR (Servizio di protezione per richiedenti asilo e rifugiati) è stato oggetto di studio e di ricerche coordinate dal Professore Luigi Pannarale dell’Università di Bari con un contributo finanziario della fondazione Caripuglia e con il contributo dell’Ufficio del Garante delle persone sottoposte a limitazione della libertà personale e dell’assessorato alla Cittadinanza sociale della Regione.

“Il dato politico che emerge – ha dichiarato l’assessore alla Cittadinanza Sociale della Regione Puglia, Guglielmo Minervini – è il fallimento delle politiche nazionali di respingimento e di accoglienza nei Cara. Gestire i migranti come un problema di ordine pubblico e di sicurezza si è dimostrato fallimentare, così come mantenere detenuti nei Cie nei modi che sono stati dimostrati dalla Magistratura è inumano, incivile e inutile, oltre che costoso. I migranti sono una risorsa e trattarli come persone è solo il primo passo per realizzare politiche di accoglienza diffuse sul territorio e utili sia per loro che per chi li accoglie. Il rapporto dell’Università di Bari, che ringraziamo per lo sforzo, che presentiamo oggi è un ottimo lavoro che con una fotografia puntuale su Cie e Cara conferma il giudizio politico negativo sulla gestione dei fenomeni migratori tenuto fino ad oggi dal governo nazionale”.

Al centro delle attività dell’Osservatorio Migranti vi è il monitoraggio delle condizioni di detenzione e il rispetto dei diritti umani nei Centri di identificazione ed espulsione, nonché l’analisi delle prassi di prima e seconda accoglienza dei richiedenti Asilo in Puglia. L’attività di osservazione e monitoraggio dell’Osservatorio è partita nel mese di gennaio 2013. La prima fase dell’attività di ricerca è consistita in una serie di visite mirate presso le strutture dei CIE e dei CARA pugliesi, nel corso delle quali i ricercatori coinvolti hanno raccolto una serie di dati relativi alle caratteristiche socio-anagrafiche degli ospiti delle strutture e alla vita quotidiana all’interno dei centri. Una volta completata la fase preliminare, i ricercatori dell’Osservatorio hanno effettuato una serie di accessi presso le strutture del CIE di Bari Palese e dei CARA di Bari Palese, Foggia Borgo Mezzanone e Brindisi Restinco nel corso delle quali sono state condotte una serie di interviste ‘semi-strutturate’ con il personale dell’ente gestore e gli ospiti trattenuti all’interno delle strutture oggetto della ricerca.

“Forniamo dati di conoscenza – ha aggiunto Pannarale – per spunti di riflessione dell’opinione pubblica. Occorre uscire dalla condizione di emergenza e analizzare i dati di contesto per umanizzare le politiche di accoglienza”.

I CIE sono strutture detentive create nel 1998 dalla legge ‘Turco-Napolitano’, il cui scopo è quello di trattenere in stato di detenzione, fino ad un massimo di diciotto mesi, gli stranieri destinati all’espulsione in attesa dell’esecuzione del provvedimento di allontanamento. La Puglia ospita due centri CIE, quello di Bari Palese e quello di Brindisi Restinco, che hanno ospitato oltre 8.900 stranieri negli ultimi sette anni, con una media di 1000 ingressi per anno e un tempo di permanenza medio che oscilla tra i 60 e i 100 giorni. Inoltre, a dimostrazione della scarsa utilità delle privazioni della libertà personale che gli immigrati subiscono senza aver violato la legge, la percentuale degli stessi, effettivamente immigrati, è rimasta molto bassa, con una media del 37%. “Enormi camere di sicurezza, dove regna l’assoluta inattività, strutture volte a infliggere una sofferenza allo straniero detenuto – ha affermato Giuseppe Campesi, ricercatore dell’Università di Bari – per ottenere una sua collaborazione all’espulsione dal Paese”.

I CARA sono centri destinati a svolgere la funzione di accoglienza, garantendo un primo soccorso allo straniero irregolare presente sul territorio, ospitandolo in attesa della determinazione della sua posizione giuridica. La legge non fissa un chiaro limite temporale per il periodo di permanenza, non oltre le 48 ore, ma non sono mancati i casi in cui, a causa delle ‘emergenze sbarchi’, la permanenza in tali strutture si è protratta per settimane.
In Puglia operano dal 2008 tre centri per richiedenti asilo,il Centro di Bari Palese, quello di Foggia Borgo Mezzanone e quello di Brindisi Restinco, per un totale di 1930 posti. I tre CARA di Foggia, Bari e Brindisi hanno accolto dal 2008 oltre 35.000 richiedenti asilo. “Sui Cara è stato rimarcato che in Puglia, – ha affermato Minervini – c’è il 30% dei posti presenti in tutta Italia, inefficaci, costosi e inutili rispetto alle politiche di accoglienza diffuse sul territorio come il sistema Sprar che solo ora sta aumentando i posti a disposizione”.

Lo SPRAR è composto da una rete di piccoli centri collettivi o appartamenti diffusi sul territorio, gestiti dagli enti locali sulla base di un bando triennale e, affidati operativamente ad associazioni del terzo settore. La regione Puglia ricopre un ruolo importante per l’accoglienza nell’ambito della rete SPRAR, secondo gli ultimi dati pubblicati dal Servizio Centrale nel 2012 la Puglia era al terzo posto fra le regioni italiane per numero di posti, subito dietro la Sicilia e il Lazio e, al quinto posto per numero di accolti. Nel corso del 2013, i posti SPRAR in Puglia, attraverso una serie di ampliamenti, sono passati da 334 a 612.

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