HAMZA ZIREM VINCE IL “PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE EUROPA 2014”
HAMZA ZIREM VINCE IL “PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE EUROPA 2014”
E NOMINATO AMBASCIATORE DI PACE A VITA DALLA UNIVERSUM ACADEMY DELLA SVIZZERA ITALIANA.
A cura di Lina. B
Hamza Zirem è uno scrittore algerino, autore di una decina di libri tra i quali La forza delle parole (Aracne, 2010), Visioni variopinte (Sacco Editore, 2013) e un saggio su Terenzio. Ha compiuto gli studi universitari di letteratura francese ed ha insegnato per quindici anni in diverse scuole. Costretto a lasciare il suo paese, ha vissuto prima in Norvegia poi nel 2009 è venuto a Potenza, dove vive tuttora. Lavora, occasionalmente, come mediatore culturale e collabora con la rivista La Grande Lucania.
Hamza Zirem sarà nominato dalla Universum Academy della Svizzera “Ambasciatore di pace a vita” il 10 Maggio 2014, il riconoscimento è destinato a tutte quelle personalità che si sono distinte nella promozione dei valori della Pace, della Fratellanza Universale e del dialogo tra le varie Culture e le varie Religioni. All’atto del conferimento riceverà un diploma personalizzato, una targa in oro, una fascia da Ambasciatore e un passaporto diplomatico.
Sarà la splendida località di Porlezza ad ospitare la XV^ edizione del “Premio Letterario Internazionale EUROPA” promosso dalla Universum Academy con l'adesione di S.S. Papa Francesco e sotto l'Alto Patrocinio della Chambre Européenne Experts, del Comune di Porlezza e dell’International University of Peace.
La Universum Academy è una delle organizzazioni più attive in ambito europeo. Dal 1999 promuove il Premio Letterario Internazionale “Europa” e si è distinta per il suo costante impegno a favore dei diritti umani e all’aiuto ai paesi del terzo mondo, collaborando attivamente con importanti Enti di livello internazionale soprattutto per l’abolizione della pena di morte e per la protezione dell’infanzia. La Universum Academy è Ente promotore dell’Università della Pace della Svizzera Italiana che ha come obiettivo l’affermazione del dialogo e dell’attività diplomatica per la risoluzione delle controversie mondiali. Alfine di promuovere l’incontro e il dialogo tra le diverse culture e le diverse religioni, la Universum Academy ha aperto delle proprie sedi culturali in diversi paesi esteri.
Il potentino d’adozione Hamza Zirem riceverà il “Premio Letterario Internazionale EUROPA 2014” (Targa in Oro della University of Peace Switzerland) l’11 Maggio prossimo per il suo romanzo “Inno alla libertà di espressione” pubblicato da Aletti editore. Il romanzo di Hamza Zirem esprime, con la forza del sentimento, il cammino di un intellettuale che, perseguitato nel proprio paese a causa delle sue idee, è costretto a cercare, in esilio, una patria dell’anima. Il suo viaggio in Norvegia è pieno di esperienze, vive continuamente nell’attesa e nella speranza, alla ricerca di una protezione internazionale. Il suo esilio si trasforma in una meditazione interiore e una riflessione totalmente poetica. I luoghi di Stavanger e di Oslo lo ispirano vigorosamente. Incontra diverse persone e trova sempre un modo per sopportare le dure difficoltà del suo esilio, entra in piena osmosi con il clima culturale, alla ricerca continua del sé e della spiritualità. In questo paese impegnato per la difesa dei diritti dell’uomo e delle libertà democratiche, è affascinato da certe caratteristiche nordiche. È stato costretto a lasciare il paese scandinavo, dove è vissuto per un anno. In definitiva, sarà accolto in Italia, dove si sentirà perfettamente a suo agio nell’atmosfera della cultura mediterranea. L’Inno alla libertà di espressione, scritto con occhi poetici, è singolare per chi non ha vissuto come il protagonista del libro sulla propria pelle il distacco violento, si può cogliere con maggiore profondità e con maggiore intensità ciò che significa. L’inno alla libertà ci fa capire che la libertà non è solo un modo di dire, ma si conquista ogni giorno. Nel libro prevale il sentimento, dove la scrittura è come un flusso di coscienza in continuo divenire, le pagine sono percorse da un’autentica ed intensa esperienza di vita e di pensiero, una vitalità che rende vibrante la prosa di Zirem. Attraverso le peregrinazioni commoventi del protagonista, traspare l’umanità più profonda dell’autore che illustra, con un’elegante lucidità letteraria, le disparate situazioni della sua vita vissuta.
BRANI SCELTI DEL ROMANZO DI HAMZA ZIREM
Da qualche parte del mondo, c’è sempre una persona che cerca il suo cammino. Al bordo della sofferenza, il percorso di una vita ingombra di amarezze infligge costantemente delle emozioni sgradevoli. Lo scrittore Massinissa Argaz ha sete di libertà, prende la strada dell’espatrio e si concede dei sogni. Dopo aver ricevuto diverse intimidazioni, ha deciso di abbandonare il suo paese (…) Spogliato dai panni del suo ambiente sociale, Massi ha lasciato tutto: il suo impiego, la sua famiglia, i suoi amici e suoi progetti futuri. Comprende più che mai il senso del suo vagabondaggio. Prende il vestito della pazienza per meglio sopportare la sua nordica tristezza. L’alchimia verbale manca di vigore, le sue rappresentazioni si formulano in silenzio, i suoi interrogativi risuonano dappertutto. La sua voce è debole, tenta di contenere i suoi strani pensieri. (…)
Il ruolo di Massi come scrittore è di aprire il suo cuore e le sue idee ai suoi interlocutori, d’esprimere la sua visione delle cose, i suoi timori e le sue aspirazioni. Scrivere è, in un certo senso, un atto rischioso che suppone molto coraggio e sacrificio di sé nella situazione in cui è vissuto. Rispondendo alle domande che gli sono poste, Massi evoca la sua collaborazione al giornale Akfadou News e assapora ancora quel tempo in cui si sforzava di sensibilizzare i lettori su questioni morali, sull’importanza della cittadinanza sovrana e sul declino dell’apertura democratica che affliggeva l’Algeria nei suoi minimi meandri. In reazione all’oppressione, i suoi articoli si sono fatti virulenti, ciò che gli è costato una reclusione. La scrittura giornalistica l’ha fatto viaggiare parecchio. La sua causa era giusta e la sua lotta era indispensabile. La sua coscienza esige che qualcuno lo comprenda e continui la sua battaglia. Forse un giorno i suoi segnali saranno più forti della disumanità di coloro che l’hanno spinto all’esilio. (…)
Massi è un essere terrestre che si è nutrito di semplici verità. È ciò che egli tenta di tradurre nei suoi libri, dalla necessità di ricordare al mondo che lo dimentica, quando non si disinteressa, preferendo i piaceri e le vanità. Massi è qualcuno che ha bisogno del cielo, ma i piedi rimangono ancorati a terra, ha bisogno del concreto, di toccare, di sentire, di vedere e di capire le parole di tutti i giorni. I suoi sentimenti si basano su dei valori che mirano a ciò che può rendere il mondo e gli uomini migliori. L’inchiostro in cui s’immerge la sua penna non è quella che redige eruditi dizionari ma quella che attira il cuore facendolo battere. (…)
Che cosa è l’esilio? Un’onnipresenza di uno stato d’animo enigmatico. Svuotata della sua sostanza vivente, l’anima s’intorpidisce e si spegne in un profondo sonno. Come il vento che soffia bruscamente sulla terra di nessuno, la barca di Massi fa fatica a trovare il suo porto. I flashback dolorosi gli impediscono di dimenticare i tempi nefasti e le tristi peripezie. Nel centro di Loren, Massi ha conosciuto persone che hanno perso tutto, oggetto di vessazioni, umiliati e psicologicamente mutilati. Ha sentito storie di persone che combattono in silenzio le loro battaglie personali per sopravvivere, e per salvaguardare ciò che più hanno a cuore: la loro dignità. L’esiliato forzato si trova spesso a confrontarsi con una situazione non facile, quella dell’approccio a una realtà socio-culturale e linguistica del tutto nuova. Chi ha perduto tutto, come Massi, conserva comunque la speranza di percorrere un altro pezzo della propria vita, imparando a conoscere nuovi mondi intangibili. (…)
Dallo sguardo misurato dell’immensità nordica, Massi conta ancora sulla forza delle parole per descrivere le cose. Vorrebbe avere in mano un raggio d’oro per flagellare e troncare il freddo e, aspettando si lascia andare sperando in giorni migliori. (…) Una libertà d’azione di Massi abbonda nello specchio della sua giovinezza. La luce del passato rimbalza e interpella il presente. Come i voli di storni battenti le ali, delle distanti elevazioni oscillano nella testa dello scrittore e gli impediscono di dormire. (…)
L’esperienza dell’espatrio è una prova dolorosa e angosciante. Lo scrittore allontanato dal suo paese deve ricrearsi continuamente un ambiente con dei colori imprecisi. Massi riconsidera il suo esilio in ciò che contiene di sopravvivenza smisurata, di sofferenza, di gioia inventata e di libertà ricercata. L’esilio è una tensione che mira a frammentare tante esperienze umane. Lo sguardo di Massi è indirizzato verso un avvenire di pallidi sentimenti. La sua visione è caotica in un miscuglio di simboli e di interpretazioni confuse. Di buon’ora, un taxi lo porta all’aeroporto di Oslo, dove ha preso l’aereo per andare a Parigi in questa bella giornata del due settembre. L’irrazionalità del suo tempo l’ha costretto a consumare la stupidità dei giorni avversi. Riconosca l’inanità del suo insensato viaggio.
Nella profondità interiore di uno scrittore dimorano dei soffi. Le sue risorse di bontà colano abbondantemente e riforniscono la reincarnazione dello spirito. (…) Febbrile stella che scuote gli amori perduti! Un ritornello indecifrabile si sente come le mancanze dell’avvenire. (…) Durante le nebulosità dell’espatrio, dove ogni riposo amputa le fantasmagorie, l’occhio feroce veglia e si cerca di abolire le bassezze umane. I sonni dell’oblio soffiano degli inni flemmatici. I compianti e gli strilli del presente si confondono con le illuminazioni boreali. (…)
L’inverno continua e il fiume dell’oblio costruisce i suoi muri aldilà dei cieli infiniti. Massi cerca le lodi di un delizioso sguardo, vede una dolcezza argentea guardando la pioggia che gocciola fuori dalle finestre della casa, dove abita temporaneamente. Le parole che porta sfuggono verso una terra sconosciuta. Il cielo si oscura e sta piovendo ancora più forte. (…)
Al di là dei non detti uno zigzag si prolunga sul bordo delle impressioni. Secondo il tempo, l’eternità sembra tangibile. Massi rimane inchiodato all’ingresso del giorno che tarda a venire, la notte non vuole chiudere le sue porte. La luna è circondata da stelle multicolori. (…) Un canto illustre della vita, ebbro di testimonianza d’affetto. Dei fiori cadono nei segni d’oblio. Febbrile destino che scuote gli amori dei ritmi estesi! (…)
Massi trattiene il suo respiro; alato nelle ricadute delle sue cascate, sorge risolutamente. Sonda le inondazioni e nell’acqua piovana si spargono le sue nuove ondate. Confonde gli orizzonti dell’amore. Nel profondo dei suoi occhi umidi, scaturisce il risveglio di un’infanzia felice. Avvolto da diverse nostalgie, Massi ricostruisce la sopravvivenza delle gioie spente. La magia delle parole garantisce conforto al suo dolore. (…)
Un’intuizione particolare delinea il soffio itinerante che viaggia cercando una rinascita. Dall’inseminazione poetica dell’esiliato nascono dei versi fecondi, sonori ed emozionanti. (…)
Le disposizioni rigorose in estasi si confondono durante il risveglio del poeta. L’espressione dei suoi pensieri contesta il contrasto. Gli astri colorati risplendono nelle loro futilità attraverso il disordine dei giorni.
