da Latina to day: Immigrati clandestini da sfruttare nei campi, i ruoli degli 8 arrestati

Immigrati clandestini da sfruttare nei campi, i ruoli degli 8 arrestati

Due anni di indagini della Digos hanno portato agli 8 arresti di ieri ed a circa 70 denunce; un'organizzazione criminale dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di extracomunitari impiegati poi come braccianti

Redazione  · 2 luglio 2014

 

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Intercettazioni, pedinamenti, accertamenti sui sistemi informatici, due anni di indagini della polizia che, partite dalle denunce di alcuni imprenditori, alla fine hanno permesso di fare luce sul sodalizio criminale, composto da italiani e stranieri, dedito al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina nell’ambito della comunità di extracomunitari impiegati come braccianti nelle agricole del basso Lazio, e che ha portato agli arresti di ieri, eseguiti dagli uomini della Digos.

Un’operazione, quella denominata “Shaykh”, che arriva dopo le denunce di diverse associazioni, ultima fra tutte quella di InMigrazione che in un dossier, che ha fatto decisamente scalpore, ha raccontato le condizioni di vita e lavoro a cui sono costretti i braccianti extracomounitari, prevalentemente indiani, “sfruttati” nelle campagne dell’agro pontino, e molte volte costretti a doparsi per sopportare le fatiche dei campi. Un’indagine che, come hanno spiegato dalla Questura, si inserisce proprio nelle attività di contrasto al fenomeno dell’immigrazione clandestina e dello sfruttamento degli immigrati impiegati in “nero” nelle aziende locali.

Nei due anni di attività è stato però rilevato come l’associazione, che agiva anche con il compiacere di alcuni imprenditori, fosse operativa sì principalmente nel territorio pontino, ma con ramificazioni in tutto il Lazio ed anche in altre parti del Paese. Un’associazione estremamente pericolosa come, hanno spiegato dagli uffici di corso della Repubblica, si evince da alcuni particolari come “la spregiudicatezza con cui hanno portato avanti, per molto tempo – almeno tre anni -, il traffico di esseri umani per guadagnare illeciti profitti, approfittando dell’estremo bisogno degli stranieri di lasciare la madrepatria alla ricerca di una migliore condizione di vita; l’elevato allarme sociale procurato dal sodalizio, capace di far entrare illegalmente in Italia centinaia di persone ogni anno; le ricadute, anche sull’economia locale e sul tessuto sociale, di una ingente massa di extracomunitari clandestini costretti in condizione di sfruttamento a lavorare nei campi dell’agro pontino; per molti degli indagati, infine, la reiterazione dei gravi reati”.

COME OPERAVA L'ORGANIZZAZIONE

Oltre agli otto arresti – le ordinanze sono state firmate dal gip del tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia della capitale – sono stati denunciati per favoreggiamento e concorso ai reati principali oltre 40 imprenditori agricoli della zona e circa 30 cittadini extracomunitari che, pur non facendo parte attiva del sodalizio, hanno concorso alla realizzazione dei reati principali.
I RUOLI – La Digos ha reso noto anche i ruoli svolti da ognuno degli arrestati:

 
Naseer Khalid: Provvedeva alla pubblicità occulta delle attività dell’associazione, ponendosi come sicuro punto di riferimento stabile per gli stranieri, prevalentemente di origine pakistana, che volessero entrare in Europa ed in particolare in Italia, pur essendo sprovvisti dei requisiti previsti dalla normativa vigente, e costante punto di collegamento ed intermediario tra questi ultimi e l’associazione, provvedeva inoltre su richiesta del Nardoni Dino all’inoltro on line delle false richieste di assunzione, creando a tal fine un call center/internet point quale società di copertura, da lui gestita, denominata “Cynosure group of companies srl”, con sede ad Anzio;
 – Dino Nardoni: Organizzatore dell’associazione criminale, coordinatore dei falsi datori di lavoro, individuati direttamente o tramite intermediari, con i quali si accordava per avanzare false richieste di assunzione di manodopera extracomunitaria all’Ufficio preposto della Prefettura, provvedendo altresì personalmente o tramite suoi collaboratori e familiari all’inoltro on line delle richieste di assunzione avanzate dai datori di lavoro compiacenti;
 – Fabio Nardoni: Si rendeva disponibile a sostenere l’associazione mediante la sua collaborazione in ogni attività richiestagli eseguendo tutte le direttive che gli venivano impartite;
 – Massimo Antonetti: Provvedeva ad individuare imprenditori agricoli disposti a fornire la propria disponibilità, pur in assenza di reale necessità, all’assunzione di stranieri interessati ad entrare in Italia, pur essendo questi ultimi sprovvisti dei requisiti previsti dalla normativa vigente, ricercando anche stranieri clandestini già sul territorio nazionale interessati ad ottenere la regolarizzazione della loro posizione, fungendo da costante punto di collegamento ed intermediario tra Naseer Khalid, i datori di lavoro che accettavano la proposta criminosa e gli stranieri;
 – Miah MD Shahinoor Islam: Provvedeva ad individuare direttamente nel proprio paese d’origine – Bangladesh – stranieri interessati all’ingresso in Italia, pur essendo sprovvisti dei requisiti previsti dalla normativa vigente, fungendo da costante punto di collegamento ed intermediario tra questi ultimi e l’associazione;
 – Kumar Anil:  Provvedeva ad individuare direttamente nel proprio paese d’origine – India – stranieri interessati all’ingresso in Italia, pur essendo sprovvisti dei requisiti previsti dalla normativa vigente, fungendo da costante punto di collegamento ed intermediario tra questi ultimi e l’associazione;
 – Alessandro Fava: Quale associato, provvedeva ad individuare direttamente nel proprio paese d’origine – Bangladesh – stranieri interessati all’ingresso in Italia, pur essendo sprovvisti dei requisiti previsti dalla normativa vigente, fungendo da costante punto di collegamento ed intermediario tra questi ultimi e l’associazione;
 – Roberto Pietrocini: Nella sua qualità di gestore di agenzia disbrigo pratiche per stranieri, provvedeva all’inserimento telematico di tutte le false richieste di assunzione di stranieri interessati ad entrare in Italia, pur essendo sprovvisti dei requisiti previsti dalla normativa vigente, su disposizione di Nardoni Dino, il quale gli forniva tutti i dati necessari senza che il datore di lavoro entrasse mai in contatto con l’agenzia, svolgendo tale funzione in assenza della necessaria autorizzazione della Prefettura che, per i suoi precedenti specifici, aveva revocato le credenziali di accesso al sistema informatico dello Sportello Unico per l’Immigrazione di Latina. Attivandosi altresì per individuare su richiesta del Nardoni Dino imprenditori agricoli disposti a fornire la propria disponibilità, pur in assenza di reale necessità, all’assunzione di stranieri interessati ad entrare in Italia, pur essendo questi ultimi sprovvisti dei requisiti previsti dalla normativa vigente, consentendo così la prosecuzione dell’illecita attività dell’associazione”.

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