Riceviamo da Campobello di Mazzara – Trapani –

Ciao scusate l'estremo ritardo con cui interveniamo, fino all'ultimo abbiamo provato ad organizzarci per essere presenti domani ma è stato veramente impossibile.
ci farebbe piacere condividere alcune informazioni sulla situazione di Campobello di Mazara (Trapani) a partire dalla scorsa stagione di raccolta e alcune riflessioni su possibili azioni per il futuro immediato.
molti di voi saranno già a conoscenza di molte delle cose che sto per scrivere perchè ci si è confrontati con varie realtà e individui che in un modo in altro afferiscono alla rete.
A partire dall'autunno scorso, mentre i riflettori  erano puntati sull'ennesima tragedia Lampedusa e sulle messe in scena istituzionali, abbiamo iniziato a frequentare l'accampamento dei lavoratori stagionalmente presenti a Campobello di Mazara, per il quinto anno, per la raccolta delle olive.I lavoratori iniziano ad arrivare sin da inizio Settembre e provengono da giri differenti ( chi dal nord dopo aver  perso il lavoro, chi da Alcamo dopo la raccolta dell'uva, chi dal resto della Sicilia dopo la stagione estiva come venditore ambulante…). A fine novembre, dopo aver raggiunto il picco massimo di 600/700 presenze, troviamo ancora molti di loro senza un giorno di lavoro o con poche giornate accumulate,  nonostante questo si trovano ancora lì perchè impossibilitati ad affrontare un altro viaggio o in attesa di un altra meta. Le condizioni dell'accampamento comparata a qualche altro di cui abbiamo avuto esperienza sia in Sicilia che in Calabria, sono delle peggiori, a circa 1 km dal centro abitato in contrada Erbe Bianche nella totale invisibilità pubblica e istituzionale i migranti hanno trovato da loro il materiale per allestire delle protezioni per la notte e per un po' di privacy, numerose sono le casette in eternit, totale assenza di qualsiasi fonte di illuminazione o di acqua. A fine Ottobre dopo numerose pressioni si è ottenuto l'installazione di un rubinetto.
Le reazioni a Campobello (comune di 12 mila abitanti sciolto per mafia e crocevia di numerosi interessi mafiosi come in tutta la zona di Castelvetrano) sono state numerose e contrastanti,la popolazione in seguito alla morte per ustioni di un lavoratore senegalese si è divisa sulla necessità o meno di attenzionare e intervenire sulle condizioni in cui versavano i lavoratori su cui si fonda la produzione dell'olio dop nocellara del belice.
Numerosi sono stati gli interventi di mero carattere assistenziale da parte di chiesa, croce rossa e soggetti vari,l'unico imperativo "portate da mangiare e da vestire ma non parlate di lavoro".
Una nota positiva è la nascita del collettivo libertarea che fonda la sua identità sull'esperienza vissuta in quei mesi.
Uno dei primi obiettivi del neocollettivo, che presto verrà isolato e colpito da fuoco incrociato in paese, è fare rete immediata e orizzontale con qualsiasi soggetto attivo sul territorio per denunciare e intervenire sulla situazione. Il gruppo diventa il catalizzatore di una rete che comprende da circoli arci a Libera Castelvetrano ai Cobas antirazzista di Palermo a varie soggettività e soggetti antirazzisti siciliani.
Alla fine della stagione sono in pochi i migranti che rimangono lì, in un stabile nei pressi dell'ex campo. Il gruppo di militanti ha continuato a lavorare ponendosi l'obiettivo di arrivare alla stagione 2014 con maggiore preparazione. sono stati perseguiti due obiettivi principali: 1 sensibilizzazione della popolazione a partire da questioni più generali quali quello della bonifica del territorio, delle strozzature della filiera agricola,  degli interessi mafiosi sia sulla filiera agricola sia sull'accoglienza migranti;
2 denuncia delle condizioni della contrada erbe bianche e tentativo di aprire un canale istituzionale per predisporre l'accoglienza, ad oggi una possibile risposta ipotizzata è quella della gestione di un bene confiscato per accoglienza o punto di fornitura servizi o attività di socializzazione.
http://www.campobellonews.com/campobello-in-un-bene-confiscato-alla-mafia-un-centro-per-accogliere-immigrati/.
A partire dall'obiettivo di bonifica dall'eternit della contrada in cui hanno vissuto i migranti si è costruita una campagna sulla gestione dei rifiuti e sull'inquinamento del territorio. Questo passaggio, che ha compreso anche momenti di dibattito pubblico senza precedenti per temi e modalità, è stato anche un buon pretesto per aprirsi alla popolazione.
Qui come altrove, nella retorica ricorrente, è  controproducente occuparsi di migranti e soprattutto sollevare questioni di eticità nel mondo del lavoro o mettere in discussione gli interessi che girano attorno alla filiera agricola, la mafia da lavoro il collettivo rompe le scatole ai più.
Anche per queste ragioni uno degli obiettivi che ci si propone è quello di costruire un percorso sul modello SoS Rosarno al fine di aver uno strumento concreto per aprire sulle contraddizioni del sistema agricolo della zona.

la prossima stagione cadrà durante le elezioni comunali ed il dibattito è già molto acceso, i militanti del luogo e chi si è avvicinato a loro in diverso modo si pongono l'obiettivo di tenere alta l'attenzione su quello che accadrà nelle campagne della zona nei prossimi mesi e di occuparsi contemporaneamente sia della questione abitativa sia dell'aspetto strettamente legato alle condizioni di lavoro.
ci sono molte idee a volte anche un po' confuse, tanta energia che si spera troverà forma. Il confronto con le realtà di campagne in lotta è già avviato ed è utile per gli esempi di intervento che queste possono testimoniare.
quello che ci piacerebbe per la prossima stagione è un confronto che può, qualora vi fosse l'interesse, trovare attuazione nella presenza di qualcuno della rete che può supportare le attività delle realtà territoriali apportando un contributo d'esperienza politica importante.

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