Tesi: Residenze agricole mobili per l’accoglienza dei migranti stagionali.
| Residenze agricole mobili per l’accoglienza dei migranti stagionali. |
| Author/authors: | Claudia Vittoria Debernardis, |
| Academic degree: | Ba/Ms/PhD in … |
| University: | Corso di laurea in Architettura degli Interni e Allestimento, Prima Facoltà di Architettura, “La Sapienza”, Roma. |
| Thesis defence date: | 29-10-2013 |
| e-mail: | claudiavittoriadebernardis@gmail.com |
| Keywords: | Tesi Progettuale in Architettura per il sociale. |
Abstract: The movable rural residence for the hospitality of seasonal migrants is an essential technological unit, reproducible and removable, intended for humanitarian emergency areas. This is a project conceived to give a realistic answer to the problem of the contemporary transnational nomadism in the agricultural territories of central and southern Italy. The research on the current state of the seasonal workers reveals undignified housing conditions (emergency lodgings, rural ruins, abandoned factories …), a worrying overcrowding situation and a widespread uncertainty of health conditions. The Movable Unit meets the essential needs of human being, fundamental rights which still today are not guaranteed to everyone, also in civilized countries. The project is made entirely of wood with the possibility of aggregation and it is spread over two floors of 36 m2 each. It offers four single bed spaces, one kitchen and one bathroom and it is made independent by the use of water drainage and recycling systems and by the presence of photovoltaic modules placed on the cover.
- INQUADRAMENTO DELLA PROBLEMATICA
Da sempre interessata all’area dell’Architettura Sociale, la scelta di approfondire la peculiare tematica oggetto di tesi è stata motivata anche da un’esperienza personale molto intensa: (tre anni fa) alcuni raccoglitori stagionali nomadi hanno occupato un casolare di proprietà della mia famiglia, dando modo a noi tutti di venire a contatto con questa drammatica realtà e cercare di conoscerne più a fondo le criticità.
Nella prima parte del lavoro ho inteso fornire, senza pretese di completezza, un quadro generale della situazione dei raccoglitori stagionali.
Mi sono occupata dell’analisi di alcune associazioni (di volontari e non) che si occupano di fornire servizi quali quelli dell’insegnamento della lingua italiana, dell’informazione sul tema del contratto di lavoro, della donazione di beni di prima necessità e dell’assistenza sanitaria.
Per mancanza di fondi nessuna associazione riesce tuttavia a garantire un alloggio ai lavoratori stagionali, e d’altronde a questa esigenza primaria riesce a provvedere solo una minima parte dei datori di lavoro.
Procedendo all’analisi dei soggetti cui il progetto è rivolto come fruitori tipici, i raccoglitori stagionali solitamente sono di sesso maschile, di età compresa tra i 18 e i 55 anni. Sono di frequente soggetti che già stabilmente vivono in Italia, spesso senza documenti regolari.
La nazionalità è quantomai varia: una buona parte è costituita da persone provenienti dal continente africano, sia della zona del Nord-Africa che dell’area Sub-Sahariana; vi è inoltre una alta percentuale di migranti che giunge in Italia dai paesi dell’ Est-Europa quali Polonia, Ucraina e Romania.
La multi etnicità di popolazione crea rilevanti problemi legati alle differenze culturali, di religione, di lingua e stile di vita; inoltre risulta particolarmente complesso fare degli studi statistici sui numeri di lavoratori che ogni anno si avvicinano a queste mansioni, perché essi sono fortemente variabili.
Emblematico di queste variazioni è il seguente passaggio di un’intervista ad uno studioso del settore. “Non ci sono numeri definitivi. Nel 2012 sono state stimate solo 20 persone nel comune di Venosa (PT), Lavello (PT), Spinazzola (BAT) a differenza dell’anno precedente in cui la stima si aggirava attorno ai 1300.” (Arch. Bernando Bruno – Osservatorio Migranti Lucani)
Si ritiene che una siffatta flessione nei numeri sia imputabile a vari fattori quali la quantità del raccolto dovuta alla presenza durante l’anno di piogge, parassiti ed altro.
Un dato significativo è rappresentato anche dalla presenza del caporalato: “Quest’ ultimo rappresenta un problema significativo. [il caporale] solitamente è un individuo di sesso maschile di origini africane che gestisce dalle 100 alle 300 persone. In generale il caporale acquisisce parte del guadagno del migrante per ricaricare la batteria del cellulare, per gli spostamenti tra la dimora e il campo di raccolta, per fornire l’acqua che spesso però è non potabile. Ci sono inoltre casi di braccianti di cui si è persa ogni traccia, in questi casi si immagina che queste sparizioni siano collegate a scontri interni con i caporali.” (Arch. Bernando Bruno – Osservatorio Migranti Lucani).
I braccianti lavorano tutto l’anno, spostandosi in base alle raccolte agricole.
“ Il luogo dove Michael è rinserrato è, più propriamente, un circuito. Un loop. Michael è uno dei tanti braccianti che da anni ormai fanno il solito itinerario stagionale, e non sanno intravedere prospettive. Da dicembre a marzo c’è la piana di Gioia Tauro, in Calabria, per la raccolta delle arance […] e a maggio comincia la raccolta di patate a Cassibile. Poi, a luglio, nel Leccese per il melone, e poi di nuovo Foggia, anzi, Rignano. […] Da marzo a ottobre lavoro con i broccoletti, olive, carciofi. Per i carciofi qui abbiamo tutti i reumatismi. Ti metti una tuta di plastica per la raccolta, dentro ci sudi, e le ossa poi le senti. […] A giugno comincio a controllare la maturazione dei pomodori. Fino a luglio. Tutto il giorno a controllare le pompe dell’acqua. E a mezzanotte l’acqua di cambia. Ti dovrebbero dara cinque euro all’ora, ma te ne danno solo due e ottanta. Da agosto fino a ottobre lavoro dalle quattro di mattina a mezzanotte. Però mi pagano fino solo dodici ore.” (Rovelli M., Servi. Il paese sommerso dei clandestini al lavoro, Milano, Feltrinelli, 2009)
I punti fondamentali a il mio progetto di tesi intende rispondere sono: Esigenze primarie dell’essere umano ( Igiene personale, Rifocillarsi, Riposare); Privacy, Trasportabilità.
- PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
La residenza agricola mobile per l’accoglienza dei migranti stagionali è ideata per quattro persone, in casi di emergenza vi è un quinto posto letto. Il progetto si sviluppa attorno alla ripetizione del modulo, di dimensioni di 180x180x270 cm. La distribuzione interna si costituisce della composizione di più moduli. Il blocco servizi (bagno-zona per la cottura) è contenuto in un modulo, lo spazio notte soddisfa l’esigenza di privacy attraverso l’uso di due moduli e lo spazio restante è condiviso tra gli abitanti.
Un modulo così progettato si traduce in uno schema semplice, facilmente ripetibile. Ed altrettanto facilmente smontabile
Dato che, come si è avuto modo di riferire nel corso dell’Introduzione, i lavoratori stagionali sono obbligati a spostarsi rispetto ai periodi di maturazione delle diverse colture, si è operata la precisa scelta di soffermarsi sulla smontabilità dell’unità abitativa, individuando alcuni requisiti come il non intaccamento della superficie del terreno, la divisione in moduli per i pacchetti di tamponatura ed i solai, la compattezza degli arredi e il sistema impiantistico a vista.
- ANALISI DELLA RESIDENZA AGRICOLA MOBILE
3.1 Lo scheletro strutturale, i solai e la tamponatura.
L’edificio è retto da sedici piedi a tre braccia in acciaio con piatto di fissaggio a terra, già brevettati nel progetto Diogene di Renzo Piano. Essi costituiscono una buona base di appoggio su svariate tipologie di terreno, permettendo di sopperire ai problemi causati dai dislivelli ed evitando di scavare il terreno sottostante. Il sollevamento da terra di circa 30 cm, facilita la circolazione dell’aria evitando la presenza di umidità, permettendo la libera circolazione degli animali e creando uno spazio adibito agli impianti di raccolta. (cfr. tavola di Tesi n.3)
Il telaio è in legno massello, costituito da setti, travi e travi secondarie, completato dalla presenza di una tamponatura a due strati e solai anche essi in legno e materiali isolanti. Il tutto è predisposto al trasporto e alla smontabilità. (cfr. tavola di Tesi n.4)
Si è preferito optare per setti binati, per facilitare l’assemblaggio del pacchetto di tamponatura (come si avrà modo di approfondire di seguito): essi sono divisi per piano ed hanno una altezza di 250 cm, dimensione scelta per facilitare il trasporto. Presentano un sistema di staffe in ferro da avvitare al solaio di calpestio ed alle travi di copertura.
Le travi perimetrali in legno massello sono gli elementi più ingombranti di tutta la struttura perché hanno una lunghezza di 600 cm e percorrono il perimetro a tre altezze differenti adiacenti ai solai.
Vi sono travi secondarie, anche esse lunghe 600 cm, che creano la tessitura del solaio calpestabile del primo piano e del solaio di copertura le quali sono ancorate ai setti binati tramite delle staffe in ferro.
Sono presenti travetti inglobati all’interno dei solai, aventi lunghezza massima di 200 cm.
L’assemblaggio dei pacchetti che compongono i piani orizzontali segue il concept del puzzle, quindi vi sono una serie di blocchi parallelepipedi che assemblati tra loro, mediante l’uso di piastre in ferro, creano i solai.
Essi hanno una composizione interna variabile a seconda della loro posizione rispetto agli agenti esterni, calcolata secondo studi di fisica tecnica applicata e con l’ausilio del programma Namirial Termo.
I pacchetti presentano una finitura interna in tavolato di abete, un strato di isolante di spessore variabile in fibra naturale, e ove necessario è interposto della guaina traspirante ed infine una finitura esterna in tavolato di abete. (cfr. tavole di Tesi n.7a e n.7b)
Il solaio si conclude con dei pannelli profilati di lamiera gregata agganciati al tavolato di abete attraverso dei clip di fissaggio in alluminio, tutto della Kalzip. (cfr. tavola di Tesi n.9)
La struttura è completata dalla tamponatura verticale composta da due pacchetti per facilitare il trasporto, assemblati tra loro attraverso l’uso di viti tirafondo.
Vi è un primo pacchetto che va dall’esterno verso i setti interni, delimitato da listelli in legno, visibili dall’esterno, che non permettono la fuoriuscita dei materiali interni. Esso è costituito dal rivestimento esterno in abete di riciclo proveniente da strutture di casseri in disuso, listellatura, bariera antivento, isolante e pannelli Osb di truciolare precedentemente utilizzato per imballi in legno, codesta struttura ha dimensioni di 180×3016 cm.
La parete perimetrale è formata da un secondo pacchetto delimitato ai lati dai setti e partendo dall’esterno verso l’interno, è costituita da pannelli Osb di truciolare precedentemente utilizzato per imballi in legno, isolante, bariera al vapore e tavolato in abete. (cfr. tavola di Tesi n.7b)
3.2 Approfondimento dell’interno della abitazione.
3.2.1 Il blocco servizi
Posto al centro del piano Terra vi è una cellula che racchiude le funzioni di cucina e bagno. Il nucleo servizi è stato pensato molto compatto così da poter essere trasportato senza avere la necessita di smontare nulla, ed allo stesso tempo con l’obiettivo di occupare il minor spazio possibile soddisfacendo alle funzioni richieste.
Esso è formato da pareti in X-lam, in fibra di legno, autoportante: attraverso l’uso di questo materiale la cellula risponde al compito di “pilastro” per la struttura soppalcata del piano I.
In aggiunta il blocco servizi è in grado di funzionare anche in altri piccoli edifici perché completamente autonomo, purchè siano garantiti in ogni caso gli impianti esterni, che saranno oggetto di analisi successiva.
Vi è una parte dedicata alla preparazione dei cibi, posizionata tra due pareti in legno con piccoli piani di appoggio ribaltabili: essa è richiudibile attraverso un sistema di serranda scorrevole, per evitare la fuoriuscita di oggetti durante il trasporto.
La porzione dedicata alla cucina è fornita di lavello da incasso collegato con la cisterna esterna di acqua potabile mediante un tubo a vista, elettrodomestici di cottura e refrigeramento dei cibi da incasso, funzionanti attraverso l’uso della corrente elettrica fornita dai pannelli solari posti sulla copertura, di cui si avrà modo di riferire di seguito. Vi sono pensili contenitori e ganci porta oggetti.
Adiacente a questa parte è presente la zona dedicata all’igiene personale. Essa è fornita di piatto doccia di passaggio, con soffione collegato all’impianto di acqua potabile mediante tubi a vista, lavabo sospeso, water a filo di buona qualità mantenendo costi bassi. L’intero ambiente presenta un rivestimento in Beton cirè, un micro cemento a base di minerali di quarzo colorato, applicabile su qualunque tipo di superficie, che crea un film traspirante e nello stesso tempo impermeabile.
La pavimentazione del bagno è stata progettata secondo il concept del pasol (puzzle?): in questo modo si hanno tre elementi tutti predisposti per l’accoglienza dei sanitari, l’assemblaggio è reso facile e veloce, attraverso un meccanismo ad incastro.
Il blocco servizi è fornito di un cavedio localizzato nella parete comune tra bagno e cucina. All’interno di questo spazio sono posizionati tutti gli impianti idrici, come quelli riferiti al passaggio dell’acqua potabile posizionata in una cisterna localizzata all’esterno, del cui studio si avrà modo di riferire più avanti.
È inoltre presente un piccolo impianto posizionato sotto l’unità abitativa che raccoglie le acque nere, ed un serbatoio che contiene acque grigie, che verrano riutilizzate per lo scarico del water. (cfr. tavola di Tesi n.8)
3.2.2 L’arredo
Gli spazi della cellula abitativa sono minimi, perciò si è ritenuto essenziale progettare altresì una linea di complementi d’arredo che rispondessero ai requisiti minimi vitali, non dimenticando la compattezza e la facilità di trasporto.
Gli arredi sono delimitati dai setti portanti, non a caso anche essi sono circoscritti nel modulo di partenza di 180 cm e hanno una profondità di soli 20 cm, misura data dalla parte di setto non inglobata nella parete.
Negli spazi letto è collocato un mini-guardaroba con ante in tessuto richiuse con velcro e feltro, dotato di alcuni ganci appendi abiti e appendi scarpe, mensole porta oggetti.
È stata inoltre prevista una parete attrezzata, costituita da una struttura contenitiva a ribalta per il letto singolo, provvisto di una serie di maniglie a foro con anti-intrappolamento, un sistema di chiusura a scrocco, per evitare aperture indesiderate durante il trasporto, fornito di ante lignee con funzione di piedi di appoggio a cui sono stati aggiunte delle calamite per evitare il ribaltamento indesiderato.
Confinante con la struttura sopra descritta vi è una finestra con meccanismo di apertura a ghigliottina, nella cui parte inferiore vi è un comodino chiuso da ante scorrevoli, dotato di mensole porta oggetti interne.
Nel Piano-terra vi è uno spazio attrezzato adiacente alla cucina, che presenta un tavolo ribaltabile, fornito di piedi di appoggio, di chiusura a scrocco e maniglie a foro; alcune ante scorrevoli per riporre oggetti di vario genere e due ante apribili anche esse con chiusura a scrocco, al cui interno vi sono due ganci in ferro per mezzo dei quali è possibile riporre in totale sei sedie richiudibili molto sottili, dallo spessore minimo di 4 cm. (cfr. tavola di Tesi n.8)
3.3 Gli impianti
La cellula abitativa è stata pensata per essere il più autonoma possibile, in modo tale da poter essere posizionata anche in aperta campagna dove spesso non sono ci sono i servizi comunali di acqua, luce e gas. A tal proposito sono stati installati un impianto fotovoltaico ed una cisterna contenente acqua potabile.
3.3.1 I moduli fotovoltaici
La copertura in lamiera grecata di tipo piano è provvista di 28 moduli fotovoltaici, modello H3A250M della Helios Technology S.P.A, posizionati in modo complanare alla superficie di appoggio. Ciascuno di essi ha una dimensione pari a 160×100 cm ed in totale occupano un’area pari a 457500 cm². L’impianto è dotato di un Inverter Monofase modello Aurora PVI-6000-OUTD-IT, della Power-One, di un Generatore FVe di un accumulatore.
Dato che la residenza è di tipo mobile, si è preferito seguire i dati numerici di studio delle temperature medie annue del comune di Napoli in rappresentanza di tutto il centro-sud Italia. Si è verificato che l’impianto ha una potenza totale pari a 7.000 Kw e una produzione di energia annua pari a 8 628.72 kWh (equivalente a 1 232.67 kWh/kW)
La previsione dei moduli fotovoltaici ha permesso di inserire svariati elettrodomestici ed una pompa di calore, per rendere l’unità abitativa più confortevole. (cfr. tavola di Tesi n.10)
3.3.2 L’impianto idrico
Eseguendo alcuni studi è stato possibilie riscontrare che l’utile idrico per usi domestici e personali può essere diminuito attraverso l’utilizzo di sistemi di riduzione dei consumi e il riciclo dell’acqua ove possibile (nel progetto analizzato si optera per il riciclo di acque grigie e piovane). Pertanto il fabbisogno base giornaliero è pari a 140 l/ab giorno. Al fine di garantire tutte le normali mansioni, si è scelto di istallare un serbatoio di raccolta delle acque grigie che verranno riutilizzate per l’attività del Wc , ed una cisterna contenente acqua potabile, posta all’esterno all’unità abitativa. Essa ha una cubatura di 2500000 cm3: con un rifornimento ogni 5 giorni garantirà al fabbisogno giornaliero per abitante di 140 litri, per gli usi legati alla cucina, all’igiene personale e dello spazio abitativo. (cfr. tavola di Tesi n.10)
3.4 Iprospetti esterni
La finitura esterna è data dal tavolato in abete e da listelli in legno che formano un disegno a riquadri. La stesura del rivestimento cambia nei casi un cui vi sono le aperture verticali, dove segue un andamento orizzontale, mentre nelle restanti parti è posto in senso verticale. Ad assicurare la compattezza dell’intera struttura e contrastare i fenomeni legati ai venti, vi sono posizionati dei tiranti ancorati mediante delle piastre, il tutto in acciaio. (cfr. tavola di Tesi n.9)
L’edificio dall’esterno è caratterizzato, inoltre dalle aperture verticali che sono distribuite solo sui prospetti Est e Ovest, per evitare la dispersione di calore.
Vi sono delle finestre con sistema di apertura a ghigliottina ed altre di tipo scorrevole su binario. Inoltre l’edificio è dotato di un sistema di oscuramento formato nello stesso modo del rivestimento esterno, esso funziona attraverso un meccanismo a bracci che permette il ribaltamento del tavolato ligneo, così ottenendo una superificie orizontale che permette l’ombreggiamento delle aperture verticali. (cfr. tavola di Tesi n.9)
- CONCLUSIONI
La residenza agricola mobile è un progetto pensato per rispondere ad una richiesta reale che avviene quotidianamente nelle campagne italiane, dove vi sono braccianti agricoli cui di sovente vengono negati i diritti umani fondamentali, e che spesso versano in condizioni assimilabili alla schiavitù.
A tutt’oggi, in Italia manca una risposta concreta e programmata per far fronte a questi fenomeni, lacuna molto spesso dovuta ad una chiusura ideologica e politica rispetto al problema, nonché alla scarsa conoscenza dello stesso.
Il mio progetto di tesi è rivolto dunque alle associazioni che operano nel sociale, agli enti statali e locali ed ai datori di lavoro.
Il problema della garanzia di un alloggio dignitoso che risponda ai requisiti minimi di vivibilità e sicurezza è solo uno dei tanti quesiti da sciogliere, ma ritengo che possa essere l’inizio di un cambiamento. Difatti avere una dimora significa sentirsi più al sicuro, migliorare lo stato di igiene e di salute di chi vi abita, integrarsi, essere maggiormente autonomi rispetto al fenomeno criminale del caporalato. Avere un posto dignitoso e sicuro in cui vivere è sinonimo per un migrante di costruirsi un’identità nel Paese in cui si trova, come lavoratore e come uomo.
Le residenze agricole mobili potrebbero in questo modo risolvere una parte dei problemi legati alla criminalità, anche organizzata, ed allo sfruttamento dei lavoratori.
Riferimenti bibliografici essenziali.
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Perriccioli M., La temporaneità oltre l’emergenza. strategie abitative per l’abitare temporaneo, KAPPA, 2006
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