Caporalato, minacce ed intimidazioni a Palmisano e Sagnet autori del reportage “Ghetto Italia”

1368253752417.jpg--_condannate_a_55_anni_i_caporali_di_montescaglioso_il_pm_chiede_13_anni_per_i_fratelli_dichio_e_la_loro_reclutatrice_LECCE/BARI – “Evidentemente abbiamo toccato interessi forti” ma “Ghetto Italia non si ferma davanti alle minacce”. Commenta così quanto accaduto Leonardo Palmisano, destinatario insieme ad Yvan Sagnet di gravi minacce ed intimidazioni che entrambi in questi giorni hanno denunciato alla Procura antimafia.

I due, autori del reportage “Ghetto Italia” che accende un faro sul fenomeno del caporalato e sulla condizione di vita dei braccianti stranieri impegnati nelle campagne di tutta Italia, hanno ricevuto messaggi di solidarietà da più parti. Palmisano, scrittore e professore barese, già autore di altri importanti inchieste, libri e saggi, e Sagnet, divenuto famoso per essere stato il simbolo della lotta contro il caporalato nelle campagne neretine di Boncuri nel 2011, attualmente sono in giro per l’Italia a presentare il loro lavoro e fanno sapere che non si fermeranno nonostante le intimidazioni.

Con una nota ufficiale la Fandango Libri, casa editrice del reportage, spiega quanto accaduto. “Qualche settimana fa Leonardo Palmisano e Yvan Sagnet hanno ricevuto e denunciato minacce e intimidazioni a seguito della pubblicazione del loro libro Ghetto Italia pubblicato da Fandango Libri. Si tratta di una escalation che li vede coinvolti separatamente, come nella più pura tradizione mafiosa. Tutto questo avviene pochi giorni prima del rogo che distrugge due tra i più terrificanti ghetti descritti ampiamente nel reportage. Ghetto Italia sta evidentemente toccando interessi economici vasti e strettissimi intrecci di potere tra impresa, criminalità e politica. Si tratta di un sistema nazionale duro da sconfiggere, contro il quale i due autori hanno puntato l’indice”.

Tra i primi a manifestare la sua vicinanza ai due scrittori è stato il senatore Dario Stèfano, impegnato in Senato con un ddl di contrasto al caporalato a propria firma, attualmente in esame nella Commissione Agricoltura di Palazzo Madama. Nell’esprimere la sua solidarietà sottolinea che con Palmisano e Sagnet condivide “seppur con ruolo diverso, la stessa ambizione: liberare questo Paese da una delle piaghe sociali ed economiche più drammatiche, il caporalato, e combattere razzismo, sfruttamento e indifferenza”.

Per questo motivo, continua, “li invito ad andare avanti con maggiore coraggio e ancora più determinazione nell’attività di denuncia di una brutale realtà su cui è necessario continuare a mantenere alta la guardia e per cui occorre trovare velocemente soluzioni a più livelli”. Dello stesso tenore il messaggio rivolto ai destinatari delle intimidazioni daAmnesty International.

“’Ghetto Italia’ – di cui sono in corso varie presentazioni pubbliche, curate anche dai gruppi locali di Amnesty International – è una sconvolgente denuncia sullo sfruttamento estremo dei braccianti stranieri in Italia, più volte oggetto di ricerche da parte di Amnesty International, e sulle condizioni inumane, non solo di lavoro, ma anche di alloggio e di vincolo a pagare per qualsiasi servizio o necessità, di migliaia e migliaia di persone da sud a nord del paese” scrive l’ong in una nota, che auspica “che le indagini in corso individuino gli autori delle minacce e delle intimidazioni nei confronti di Sagnet e Palmisano e che i due difensori dei diritti umani ricevano adeguata protezione e possano continuare a svolgere il loro lavoro senza timore di ritorsioni”.

Fonte: ilpaesenuovo.it