Comunicato Stampa – Osservatorio Migranti Basilicata – Le ruspe radono al suolo il Ghetto di Boreano, ma non abbattono il caporalato

Comunicato Stampa

Osservatorio Migranti Basilicata – Gervasio Ungolo

 

Le ruspe radono al suolo il Ghetto di Boreano, ma non abbattono il caporalato

 

La Task Force c’è l’ha fatta. Dopo anni di proclami, la macchina organizzativa voluta da Marcello Pittella, presidente della Regione Basilicata, e affinata da Pietro Simonetti, comandante in capo alla Task Force, è passata ai fatti. Ieri, 28 luglio, un centinaio di membri delle forze dell’ordine si sono presentati a Boreano armati di ruspe e con il supporto logistico della Caritas per la fornitura dell’acqua (quella che fino al giorno prima veniva negata ai braccianti, e oggi è solo per i militari).

Non è bastato lo stillicidio, in questi anni, dell’abbattimento dei casolari, i cartelli di divieto di passaggio “… anche ai pedoni”, i proclami e le bugie del sindaco PD di Venosa, Tamburriello, i più svariati ordini di sgombero mai attuati e le pressioni verso i proprietari dei terreni, dove sorgevano le baracche della tendopoli, al fine di far “spostare” i braccianti all’ex-Cartiera.

Da oggi in poi, tutti i migranti dovrebbero essere “dirottati” nel Centro di Accoglienza allestito a Venosa, pena il dover restare letteralmente per strada. Il Centro, lo diciamo da tempo, è un “luogo” inadatto ad ospitare chiunque, anche se ben concepito per “agevolare” l’isolamento dei migranti stessi. Nessuno vi può accedere, se non si è in possesso di un “numero” fornito dalla Croce Rossa Italiana.

A noi, avviliti da queste azioni insensate, non resta altro da fare che continuare a denunciare questo stato di cose e ribadire l’inadeguatezza di questa azione di sgombero, avvenuta senza che ci sia dietro una politica adeguata per la casa per questi lavoratori, senza che ci sia a fondamento una politica vera di contrasto al caporalato. E non possiamo non sottolineare anche le politiche dichiaratamente segregazioniste di questa Regione.

 

Il 4 agosto saremo anche noi a Potenza a manifestare davanti alla Prefettura, insieme ai compagni dell’Usb e a tutti i braccianti, affinché i diritti di queste persone vengano salvaguardati e tutelati. Inoltre, chiederemo che la Prefettura apra un’inchiesta sul denaro pubblico speso per la costruzione dei due Centri di accoglienza (che, in due anni, ammonta a circa novecentomila euro), e sulle condizioni di isolamento nelle quali si trovano di fatto tutti i braccianti “deportati” in questi centri.

Non vogliamo una nuova Guantanamo in Basilicata!