Comunitari Senza Copertura Sanitaria

Indagine sul difficile accesso alle cure per cittadini rumeni e bulgari a Milano e in Lombardia:

quando essere    comunitari è uno                svantaggio.

Comunicato stampa:

Dal 31 dicembre 2007 rumeni e bulgari sono cittadini        europei e, in quanto comunitari, hanno diritto      all'assistenza sanitaria solo se in possesso di alcuni requisiti      ovvero se lavoratori o se titolari di tessera TEAM (Tessera      Europea di Assicurazione Malattia – la tessera rilasciata dal      proprio paese di origine e che ha validità europea). Non tutti i      rumeni o bulgari presenti sul territorio nazionale hanno però      questa tessera, a causa delle gravi carenze del sistema sanitario      nei loro paesi d'origine. Questi neocomunitari si ritrovano quindi      a essere privi di copertura sanitaria qualora siano        disoccupati, lavorino in nero in Italia o siano familiari a        carico.

      Per risolvere questo problema la gran parte delle regioni        italiane ha sostituito il codice STP (quello che viene      fornito agli Stranieri Temporaneamente Presenti, cioè ai migranti      senza permesso di soggiorno) con il codice ENI      (Europei Non Iscritti) che ha le stesse caratteristiche e dà      diritto alle stesse prestazioni previste dal codice STP e dal      Testo Unico sull'Immigrazione.

      "La Regione Lombardia ha emanato una circolare      che stabilisce che i cittadini comunitari hanno sì diritto alle      prestazioni indicate dalla legge" dichiarano i volontari del Naga,      "ma non ha definito quale codice possa essere attribuito        a questi pazienti al posto dell'STP. La normativa      vigente in Lombardia ha dunque solo un valore formale e riconosce      il diritto alla salute solo sulla carta".

      Casa per la Pace, Comunità Sant'Angelo, Centro Internazionale      Helder Camara e Naga hanno seguito nei mesi di novembre e dicembre      2011 oltre 200 pazienti (adulti e bambini), con gli obiettivi di stimare        l'entità del fenomeno della mancata assistenza      sanitaria a cittadini comunitari rumeni e bulgari a Milano, stimare        la gravità del fenomeno (patologie implicate) e verificare        nella pratica il comportamento delle istituzioni sanitarie        milanesi.

      "I risultati di questa indagine ci permettono di confermare che nei        fatti i cittadini rumeni e bulgari sprovvisti di tessera TEAM e        residenti in Lombardia, anche se affetti da patologie importanti        ma non urgenti, possono essere curati solo dalle associazioni di        volontariato e hanno paradossalmente meno diritti dei      cittadini non comunitari irregolarmente presenti".

      "Per questo motivo, – chiudono i volontari – lanciamo        oggi un appello contenente le nostre proposte per la risoluzione        del problema, che presenteremo all'Assessorato alla      Sanità della Regione Lombardia, chiedendo che venga aperta      un'interrogazione al Consiglio Regionale". Le        sottoscrizioni possono essere inviate da singoli cittadini, enti        e associazioni a naga@naga.it.

Info: Naga 02 58 10 25 99 – 349 16 03 305 – naga@naga.it

 

 

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