Bologna 27 Ottobre: Contro lo sfruttamento dei braccianti stranieri in agricoltura, attraverso il consumo critico e pratiche di azione diretta

GasBo, Campi Aperti, Laboratorio Crash!

 

Contro lo sfruttamento dei braccianti stranieri in agricoltura, attraverso il consumo critico e pratiche di azione diretta

In Calabria riparte la stagione degli agrumi e il “popolo delle arance” di Bologna si prepara a sostenere anche quest’anno il progetto “SOS Rosarno” delle associazioni calabresi EquoSud e Africalabria.

Acquisteremo le arance, ma ora parliamo di… pomodori… perché siamo convinti che lo sfruttamento dei braccianti stranieri in agricoltura si combatte attraverso il consumo critico, ma anche attraverso pratiche di azione diretta.

Molti dei braccianti africani che d’inverno raccolgono gli agrumi in Calabria, d’estate diventano raccoglitori di pomodori in Puglia. Pomodori che diventeranno pelati, passata, sughi vengono raccolti a mano, in lunghissime giornate lavorative pagate a cottimo e organizzate da caporali.

I braccianti abitano in condizioni drammatiche in grossi “ghetti”, cioè baraccopoli isolate nelle campagne, senz’acqua né elettricità.

Nel più grande di questi ghetti, il “Grand Ghetto”, tra Foggia e San Severo, la scorsa estate varie realtà hanno realizzato un intervento importante e utile, con l’intento di rompere la segregazione nella quale vivono i braccianti africani e che è una delle cause principali del loro sfruttamento lavorativo. Per due mesi e mezzo sono state realizzate una scuola di italiano, una ciclofficina, un laboratorio radiofonico (“Radio Ghetto Voci Libere”) e altre attività.

Alcuni dei braccianti e degli attivisti che quest’estate erano al Ghetto racconteranno quella realtà e quell’esperienza.

Sabato 27 ottobre 2012, Laboratorio Crash!

via della Cooperazione 10, ore 19:00

con PRESENTAZIONE CAMPAGNA ARANCE

 

Programma:

 

h. 19: incontro sul “Grand Ghetto” della provincia di Foggia e presentazione del progetto SOS Rosarno

 

Interverranno:

Mady e Bamba (Radio Ghetto Voci Libere)

Irene Peano e Valeria Piro, che hanno partecipato al progetto “Io ci sto” nel Grand Ghetto

Arturo Lavorato e Peppe Pugliese (EquoSud)

Babacar (Coordinamento Migranti Bologna)

 

h. 20: cena di autofinanziamento (prenotazioni: via mail a ilpopolodellearance@gmail.com oppure  al n. 3282469057)

 

h.21.30: Sandro Joyeux in concerto (antischiavitour)

Featuring: Daise Bi

 

 

 

Sandro Joyeux e l’Antischiavitour

 

Sandro Joyeux, cantante e musicista francese, con la sua musica getta un ponte tra l’Europa e l’Africa. Durante i suoi concerti accade spesso che gli africani presenti si emozionino nel vedere questo ragazzo bianco che suona la loro musica e canta nei loro dialetti: il bambarà, il wolof, il susù. Per loro Sandro è “africano”.

 

Sandro deve tanto all'Africa. È innamorato da sempre della musica e della cultura, ma anche del senso di solidarietà e della dignità degli africani. Ha imparato tantissimo da loro.

 

Era in Italia il pomeriggio del 7 Gennaio 2010 quando i braccianti africani si rivoltarono a Rosarno. Era in prima linea quando qualche giorno dopo alcuni attivisti e migranti diedero vita ad un presidio di protesta davanti al Senato e da allora, in questi due anni, in collaborazione con il Csoa ex Snia Viscosa, ha suonato spesso per i suoi “fratelli” africani: per quelli ospitati nel centro sociale dopo la fuga da Rosarno,  per i senegalesi sfrattati da un palazzo al quartiere Pigneto, al Gran Ghetto di Rignano  lo scorso settembre 2011 e a Saluzzo, per i maliani che raccolgono le pesche. Proprio in occasione della sua visita a Saluzzo, lo scorso Giugno, diversi ragazzi africani lo hanno accolto mostrandogli sui loro cellulari i video del suo concerto al gran ghetto, avevano già sentito parlare di lui.

 

 "Ho attraversato cinque paesi africani e un deserto. Sono sopravvissuto alle carceri libiche. Abbiamo dovuto buttare tre nostri compagni morti giù dalla barca durante la traversata, ma non avrei mai immaginato che l'inferno sarebbe iniziato al mio arrivo in Italia”

 

È più o meno sempre questo il racconto che Sandro ha ascoltato dalla voce viva dei ragazzi africani che ha incontrato. Prima di ripartire, i ragazzi gli hanno consegnato un libro dal titolo “Di qua non sono libero” che raccoglie le loro testimonianze, le loro storie di sofferenza e di speranza insieme.

 

Attraverso l’Antischiavitour Sandro vuole rendere giustizia a quello che ha visto al Gran Ghetto di Rignano e nelle campagne di Saluzzo.

   

In collaborazione con il CSOA Ex SNIA di Roma, ha deciso di tracciare un filo rosso su tutto il territorio nazionale, per unire i numerosi campi di schiavitù che ancora vi sono disseminati ma anche le diverse realtà che operano sul campo a sostegno dei braccianti agricoli, in difesa dei loro diritti.
 

Dal "Gran ghetto" di San Severo (FG) a Venosa (PZ), da Palazzo San Gervasio (PZ) a Nardò (LE), da Rosarno (RC) a Castel Volturno (NA) a Saluzzo (CN). In tutti questi luoghi tristemente noti ai migranti che attraversano la penisola, dal 21 Agosto al 14 Ottobre, Sandro porterà la sua musica con lo scopo di rendere un po' d'Africa agli africani d'Italia, ma anche di accendere l'attenzione sulle condizioni di sfruttamento, povertà e totale assenza di diritti in cui vivono i migranti che lavorano nell'agricoltura.

 

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