Emergenza Nord Africa: Piangendo di Rabbia, Lettera ricevuta da Luigina

Piangendo di Rabbia

Piangendo di rabbia, riassumo le ultime vicende dei richiedenti asilo a Pordenone. Le nostre quotidiane mobilitazioni sotto la prefettura e le quasi occupazioni di municipio e caritas, hanno fatto sì che qui il progetto emergenza nordafrica per i richiedenti asilo, si sia chiuso con qualche garanzia e ospitalità in più per chi non sa proprio dove andare e qualche soldo in più nelle tasche di tutti, rispetto ai soldi che erano inizialmente stati offerti. Non male da un punto di visto politico quindi, ma…..è proprio questo ma la tragedia. Quasi nessuno ha un luogo, un amico, un lavoro, un affetto da raggiungere in un qualsiasi posto d’Italia o d’Europa; han comprato biglietti di aereo, di corriera e di treno, veramente verso il nulla, solo perché, non sapendo dove andare, hanno ascoltato qualcuno che  diceva che in quel posto lì, per qualche giorno alla settimana, magari un lavoretto si trova. E sono partiti quasi tutti.
3 di loro hanno comprato un biglietto aereo per Berlino e Amburgo ma…all’aeroporto di Milano sono stati rimandati indietro dalla polizia perché in Germania non hanno nessuno che li ospita e perché non hanno i 2 o 3000 euro previsti per mantenersi. Hanno perso anche i soldi del viaggio, ora sono andati a Foggia. Fra il nulla e la Germania, avevano scelto questa, se di scelta si può parlare. Evviva l’Europa, frontiere aperte a capitali e merci. Solo a questi però….
Altri 2 volevano raggiungere dei parenti in Inghilterra ma….gli extracomunitari hanno bisogno di un visto che costa 170 euro, che gli viene dato in rarissimi casi dopo mesi e soprattutto dopo un colloquio a Milano (in cui normalmente verificano che lì in Germania non hai nessun lavoro che ti aspetta, quindi….). Il risultato è che entrambi i ragazzi sono andati a Napoli, non volendo rimetterci inutilmente anche i soldi del visto. Inutile dire che a Napoli non hanno nessuno.
Altri sono andati a Rosarno ma….mi hanno appena telefonato, sconvolti e impauriti: alcuni giorni fa un’auto con un italiano alla guida, ha falciato e ucciso deliberatamente 2 ragazzi sulla strada, un senegalese e uno della Guinea Conakry. Di nuovo, come nella precedente volta sempre a Rosarno, un lucido e volontario atto di razzismo, pone fine alla vita di giovani africani che sono andati lì solo per poter lavorare. L’italiano è stato arrestato e tutto è stato messo a tacere e minimizzato per paura che si scateni la rabbia dei migranti. In questi giorni stanno portando loro la colazione alle 4 di mattina, perché poi alle 5 passano i caporali a scegliere chi lavorerà quel giorno. Naturalmente questi prendono chi lavora veloce, zitto e buono, chi ringrazia prendendo i 25 euro per una lunghissima giornata di lavoro fino alla sera e ne da 3 o 5 al caporale per il trasporto. Parecchi di loro “abitano” (?!?) in casolari abbandonati e sperduti nei campi, senza infissi, senza mobili, senza riscaldamento ovviamente e, dei servizi, non parliamo neppure. Uno di loro mi ha detto che neanche in Libia chi lavora vive così male….
Ho una grande grandissima rabbia. Queste cose mi par di saperle praticamente da sempre, il caporalato, le nuove forme di schiavismo, il diritto assente e lo stato connivente con quel sistema e avanti avanti, nei secoli così. Nessuno che ha potere e strumenti per farlo, che come minimo abbia almeno cercato di imporre l’assunzione delle persone attraverso i centri per l’impiego o qualsiasi altra forma riconosciuta che non siano caporali, nessuno che faccia nulla per far finire questa barbarie. Ma che cazzo di paese è questo, non voglio più sentire la parola civiltà, la parola democrazia, non riesco più a sopportare tutta questa ingiustizia, tutto questo dolore, tutta questa miseria. Spero che loro, i cosiddetti migranti, tirino fuori veramente tutta la loro rabbia, quella nuova e quella antica, quella di tutti quei secoli di sfruttamento e umiliazioni che hanno alle spalle. Molti di noi saranno con loro. luigina


 

da Equosud:
Condivido in pieno le parole di Luigina, ma su una circostanza specifica che conosco bene devo fare corretta informazione.
“Altri sono andati a Rosarno ma….mi hanno appena telefonato, sconvolti e impauriti: alcuni giorni fa un’auto con un italiano alla guida, ha falciato e ucciso deliberatamente 2 ragazzi sulla strada, un senegalese e uno della Guinea Conakry.”
E’ vero che un ragazzo della Guinea Conakry, Gasama Djabi, ha perso la vita dopo essere stato investito da un’automobile. Ma l’investitore, dopo essersi fermato, in preda al panico è subito fuggito per andare a consegnarsi qualche chilometro più avanti alla caserma dei carabinieri di Mileto. L’incidente è avvenuto sulla SS 18 fuori dal centro abitato, una strada non illuminata, come la maggior parte delle strade extra urbane del nostro bel Paese.
Possiamo discutere sul fatto che è risaputo che da anni nella piana di Gioia Tauro, durante la raccolta degli agrumi, centinaia di immigrati circolano per le strade urbane e extraurbane, a piedi e in bicicletta, senza luci e senza giubbotti catarifrangenti e mai le istituzioni hanno pensato di intervenire, magari illuminando per qualche chilometro le strade extraurbane, ma questa è un’altra storia…
Il ragazzo senegalese, Mame Mor, da tutti conosciuto come Mimmo, ha perso la vita dopo essere andato a sbattere contro un muro con la bicicletta a Davoli (Cz), esattamente a 88 km di distanza da Rosarno, circostanza confermata dai suoi familiari, ai quali abbiamo offerto, come nel caso di Gasama, assistenza e supporto legale.
Vero che qualcuno porta il latte alle 5 del mattino e vera è anche la storia dei caporali, che, va ricordato, sono tutti anch’essi immigrati, cioè gente che succhia il sangue ai loro fratelli. Questo ovviamente non attenua le responsabilità dei datori di lavoro che ai caporali si rivolgono, ma
vi piace comprare le arance a 99 centesimi al chilo al supermercato, allora non meravigliatevi se i braccianti vengono pagati 25 € al giorno a nero. Magari se siete soci di qualche catena della Grande Distribuzione Organizzata, chiedete loro quanto pagano le arance o le clementine ai commercianti e quanto questi a loro volta pagano ai produttori. Capitalismo e globalizzazione portano a questo…
Ma a Rosarno non tutto è merda, per fortuna…

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