da Marsala@.it: del 24 Nov 2012 Lo sciopero dei lavoratori del Cie di Trapani – Milo. Proteste e solidarietà
Lo sciopero dei lavoratori del Cie di Trapani – Milo. Proteste e solidarietà
Federsolidarietà Sicilia ha indirizzato una lettera aperta ai lavoratori del Centro di Identificazione ed Espulsione di Contrada Milo di Trapani che ormai da tempo vivono una situazione di grande incertezza e precarietà.
“Nell’ultimo periodo – si legge nella lettera firmata dal Presidente Antonino Grasso – siamo rimasti colpiti dalle problematiche che hanno riguardato il Cie di Contrada Milo e in particolare ci ha scosso la situazione di molti di voi che lì lavorano e che da mesi si trovano senza stipendio. Si è arrivato, addirittura, a minacciare lo sciopero e, finalmente, oggi le parole si sono trasformate in azione. Seguiamo da tempo la faccenda e abbiamo ritenuto opportuno sostenervi mandandovi un messaggio di solidarietà, perché pensiamo che il lavoro è un bene di tutti: di chi lo cerca, di chi lo ottiene e di chi lo difende e, quindi, è obbligatorio rispettarlo e tutelarlo. Pensiamo che qualsiasi soluzione a problemi strutturali passa attraverso il dialogo serrato, continuo, sincero e senza ricatti tra tutti coloro che vogliono offrirvi una prospettiva dignitosa e solida di buona vita. Le istituzioni locali, la comunità civile, la Chiesa, facciano la loro parte e non si limitino ad arroccarsi dietro una indifferente neutralità, ma siano piuttosto motori di un immediato ritorno al dialogo, facendo sentire su azienda e Prefettura la compattezza di una cittadinanza che vuole una sola cosa: lavoro e futuro. Vi rinnoviamo la nostra particolare vicinanza e il nostro affetto – conclude la lettera – e affidiamo a tutti gli attori della vicenda la speranza che domani il Cie di Milo e tutti voi riconquistate l’ambita tranquillità che meritate”.
«Era una morte annunciata». Questo lo slogan di infermieri e operatori del Cie di Milo nella manifestazione di giovedì davanti la Prefettura al grido di “Oasi, Oasi, vai a casa”. Si tratta di 52 lavoratori tra i 21 e i 60 anni, alle dipendenze de “L’Oasi”, il consorzio aretuseo che dal 10 agosto gestisce la struttura di Milo e che finora ha pagato al personale solo 20 giorni. L’eccessivo ribasso contestato, 27 euro a persona, è quello con cui la cooperativa si è aggiudicata l’appalto e che ora scontano i dipendenti, a cui non sono stati versati i salari di settembre e ottobre, oltre che i migranti, per cui il Cie è invivibile: manca la carta per asciugarsi le mani, scarseggiano vestiario e beni per i migranti. Si è passati dalle bottiglie di shampoo alle bustine monodose. Gli ordini dei farmaci sono ridotti. La qualità dei pasti è pessima e manca persino il condimento per l’insalata.Il Cie, in solo un anno, è andato distrutto. Grate e davanzali sono stati divelti e trasformati in armi da guerriglia nei tentativi di fuga,
