da La Gazzetta del Mezzogiorno: Blitz nel Foggiano Sfruttati nei campi arrestati tre caporali

Blitz nel Foggiano Sfruttati nei campi arrestati tre caporali

APRICENA – Tre euro per ogni cassa da 50 chili di pomodori riempita; 125 euro da versare ancitipatamente per pagare il viaggio in Italia; altri 10 euro da pagare ogni tre giorni per alloggio e doccia. L’ennesima storia di sfruttamento di braccianti stranieri è stata scoperta nelle campagne di Apricena dai carabinieri, che hanno arrestato in flagranza per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro tre presunti «caporali» romeni, raccogliendo la denuncia di 9 loro connazionali che hanno chiesto aiuto ai militari dell’Arma. Gli arrestati sono Ionel Tarnauceanu di 29 anni; Daniel Balaceanu di 23 e Ionut Macovei di 25, tutti incensurati. I particolari dell’indagine li hanno resi noti gli investigatori nella conferenza stampa svoltasi ieri mattina presso il comando provinciale dell’Arma a Foggia.
«Alla caserma di Apricena si sono presentati nove romeni – dicono i carabinieri – che hanno raccontato d’essere riusciti a scappare sfondando una porta secondaria di un casolare in campagna, dove erano stati costretti a soggiornare per circa tre giorni dopo essere stati impiegati nella raccolta dei pomodori. Il caseggiato era stato adibito a dormitorio, dove decine di persone erano segregate in condizioni igienico-sanitarie pessime, prive dei più elementari servizi: acqua, energia elettrica e rete fognaria». I nove romeni erano «in evidente stato di disidratazione e sono stati rifocillati; le indicazioni fornite hanno consentito l’individuazione sia del casolare sia dei tre “caporali”, ancora ignari del fatto che gli operai si erano rivolti ai carabinieri. All’arrivo dei militari la porta d’ingresso del caseggiato era chiusa con un lucchetto: all’interno pochi materassi sudici e immondizia sparsa ovunque» .
Questo il quadro ricostruito dai carabinieri dall’inter rogatorio dei nove braccianti sfruttati. «Erano stati contattati in Romania da Tarnauceanu, il reclutatore del gruppo, che li aveva invitati a seguirlo in Italia per la raccolta stagionale dei pomodori alle seguenti condizioni: ogni lavoratore doveva pagare in anticipo 125 euro quale corrispettivo del viaggio di andata e ritorno; avrebbe ricevuto la somma di 3 euro a cassa (che una volta riempita di pomodori sarebbe pesata circa 50 chili); avrebbe usufruito di un alloggio con letti e docce e di una somma extra di 10 euro ogni tre giorni per far fronte alle spese di sostentamento. Il lavoro sarebbe stato così articolato: un primo turno dalle 5 alle 11, seguito da una pausa sino alle 16, per poi riprendere fino a quando il buio rendeva impossibile proseguire nella la raccolta.
Accettata la proposta» dicono i carabinieri «i braccianti erano saliti su un autobus e dopo circa 20 ore di viaggio erano giunti a San Severo dove ad attenderle vi erano Balaceanu e Macovei che a bordo di un’auto avevano fatto strada al bus facendolo girare a lungo a vuoto, in modo da disorientare i passeggeri sul percorso. Viste le condizioni del casolare i lavoratori avevano espresso il loro diniego a vivere in quel posto squallido e abbandonato senza però potersi allontanare poiché l’autista aveva rifiutato categoricamente di riportarli indietro, dicendo loro che il viaggio doveva essere pagato con i proventi della raccolta non ancora effettuata».

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