di Cosimo Forino: Boreano, 500 lavoratori extra comunitari nei casolari sfruttati dai caporali
Cosimo Forina
Spinazzola
Torna puntuale la vergogna! Anche quest’anno sono 500 i lavoratori stagionali extra comunitari accampati in modo disumano nelle campagne tra Spinazzola e Venosa: senza acqua potabile, corrente elettrica, servizi alla persona e come sempre nelle mani dello sfruttamento dei caporali. Lavoratori, considerati solo braccia da sottopagare e utilizzare non solo per il raccolto del pomodoro, ma costretti per pochi euro ad effettuare ogni giorno lunghi viaggi in altre aree della Regione Puglia per la raccolta delle cipolle. A tracciare la fotografia desolante della speculazione, la Flai Cgil che con una delegazione composta da Felice Pelagio Segretario Generale Flai CGIL Bat, unitamente ai dirigenti della segreteria Flai CGIL Bat, alcuni coordinatori delle CGIL comunali della Bat, Giuseppe Deleonardis segretario generale della Flai CGIL Puglia, Yvan Sagnet e Jane Renè Bilongo, rispettivamente coordinatori immigrati regionale e nazionale della Flai CGIL ha visitato e contattato, il giorno 8 agosto, diversi lavoratori immigrati alloggiati nei casolari delle contrade di Spinazzola e Venosa lungo la strada Santa Lucia. Yvan Sagnet, volto noto, ha guidato negli scorsi anni la rivolta contro lo sfruttamento dei caporali a Nardò (Le). Di recente ha portato la sua testimonianza per richiamare il diritto alla dignità dei lavoratori extra comunitari, nella trasmissione di Roberto Saviano. “Dalle denunce emerse dai lavoratori extra comunitari, viene sostenuto, sono state rimarcate le gravi condizioni sul versante dell’accoglienza e di assistenza, riscontrando gravi situazioni igienico-sanitarie, condizioni di degrado, con alloggiamenti di fortuna in sovraffollati casolari, fatiscenti e diroccati. Con insediamento di quaranta/cinquanta persone in uno spazio che non supera i 20/30 metri quadrati e con una presenza attuale sul territorio di circa 500 lavoratori extra comunitari”.“I lavoratori, viene marcato dal sindacato, prevalentemente di nazionalità afro subsahriana, sono sottoposti a totale sfruttamento al lavoro da parte dei caporali. Infatti, i lavoratori hanno dichiarato di percepire 3 Euro all’ora per le operazioni attuali di raccolta, pagando 5 Euro al giorno per il solo trasporto, che si effettua dal luogo di lavoro, spesso sconosciuto ai lavoratori, distante anche due ore dalla residenza, in campi prevalentemente del foggiano per la raccolta delle cipolle e alcuni anche per le prime raccolte del pomodoro nel territorio di Spinazzola e Palazzo San Gervasio”. Torna la proposta lanciata dalle colonne della “Gazzetta” già da anni, quella dell’utilizzo dell’ex carcere di Spinazzola, dopo che il centro di accoglienza di Palazzo San Gervasio, voluto dall’allora sindaco di quella città Antonio Amendola è stato trasformato in CIET (Centro di Identificazione e Espulsione Temporanea). Struttura costata qualche milione di euro, ad oggi non utilizzata, e preclusa ai lavoratori stagionali. Ed infatti: “La Flai-CGIL Bat unitamente alla Flai-CGIL Potenza, nel denunciare quanto sopra, sono impegnate sul versante dell’accoglienza e delle condizioni di vivibilità a sollecitare l’Amministrazione Comunale di Spinazzola e dei Comuni interessati del Potentino per un incontro finalizzato a individuare forme sicure di accoglienza e abitabilità. Come la fruizione dell’attuale carcere dismesso di Spinazzola, dotato, comunque, di servizi che garantiscono dignità ai lavoratori”. “Mentre sul versante del lavoro, si conclude dal sindacato, si chiede di costruire l’attivazione degli strumenti contrattuali e di legge, quali le liste di prenotazione. Strumenti questi che permetterebbero il corretto avviamento al lavoro e ai diritti contrattuali. Nei prossimi giorni, saranno attivate iniziative nei confronti della Regione Puglia e dei Comuni interessati al riconoscimento della DOP della cipolla, affinché alla certificazione della qualità del prodotto sia riconosciuta la qualità del lavoro, per sconfiggere la piaga sempre più emergenziale del lavoro nero, caporalato e riduzione in schiavitù nelle nostre campagne”. L’allarme, il diritto alla dignità di ogni lavoratore, ancora una volta è stato lanciato dalla Flai-CGIL. Un grido nel deserto della indifferenza che chiede il rispetto dei lavoratori.
